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Sant’Efrem e lo smartphone

· Da lunedì un collegamento multimediale per i lettori dell’Osservatore Romano ·

Sant'Efrem il Siro, scrivendo i suoi carmi religiosi a Nisibis, nel IV secolo, non poteva prevedere la nascita del codice QR — quello speciale mobtag quadrato che fa dialogare in un attimo mondo off-line e navigazione sulla rete tanto diffuso nell’universo digitale — ma in molti passi delle sue opere sembra descriverne gli effetti. Talvolta, scrive Efrem in uno dei suoi Inni sul Paradiso, il testo scritto si anima e diventa immagine, dialogo, abbraccio, cammino per chi lo attraversa con lo sguardo: «Presi a leggere l'inizio di quel libro e trasalii di gioia: i suoi versi e le sue linee stavano a braccia aperte, e il primo, venendomi incontro, mi protese verso il successivo». 

Inquadrando il codice QR qui a lato con uno smartphone o un tablet dotati della specifica applicazione si potrà vedere sullo schermo il video dell’omelia di Papa Francesco a Santa Marta di ieri, venerdì 5 settembre, girato dal Centro televisivo vaticano

Le parole che guidano verso Cristo, continua il mistico di Nisibis, sono un varco verso un mondo sconosciuto pieno di felicità e di vita: «Mediante le linee, come per un ponte, occhio e spirito sono passati insieme», ogni rigo è un'occasione di abbraccio, è un incontro sempre nuovo.

La gioia di Efrem di fronte a un testo che gli sta parlando di Dio ci fa capire come la scelta — a partire dall’edizione di lunedì prossimo — di inserire sul nostro giornale accanto alle omelie pronunciate da Papa Francesco durante la messa mattutina a Santa Marta un codice QR (in grado di traghettare in un attimo, con l’ausilio di un tablet o di uno smartphone, lo sguardo di chi legge dalle parole scritte alle immagini del video dell’omelia registrato dal Centro televisivo vaticano), non sia un cedimento alla moda, o un adeguarsi alla mentalità del mondo, ma un’ulteriore ponte su cui il lettore che lo desidera può camminare.

Il codice QR (Quick Response Code) non è una novità, per chi ha dimestichezza con tablet e smartphone: creato vent'anni fa dalla Denso Wave, un'azienda giapponese che aveva bisogno di migliorare la tracciabilità delle componenti meccaniche prodotte, oggi viene stampato dovunque su manifesti pubblicitari, riviste, gadget, t-shirt: ripreso da una fotocamera collega con un click chi offre un'informazione e chi la riceve, e permette all'utente di dialogare e interagire, fare domande e ottenere risposte, e, se vuole, condividere quello che vede con altre centinaia o migliaia di persone grazie ai social network. In parole povere: un collegamento multimediale.

Efrem il Siro, nel quarto secolo, con le sue poesie ricordava ai suoi amici che il cristianesimo non è una religione del libro, ma dell'incontro e dell'incarnazione; a tanti secoli di distanza, anche un piccolo quadratino nero, un codice QR stampato a lato di un'omelia può aiutarci a ricordarlo.

di Silvia Guidi

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19 novembre 2019

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