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Effetto Vienna

· Obama elogia Putin per l’accordo sul nucleare iraniano ·

Nuovi scenari di distensione tra Washington e Mosca

Il presidente statunitense, Barack Obama, nel corso di una telefonata ha ringraziato ieri sera il leader del Cremlino, Vladimir Putin, per «il ruolo significativo giocato dalla Russia per il raggiungimento di una pietra miliare come l’accordo con l’Iran». Lo ha reso noto la Casa Bianca.

Il presidente statunitense Obama (Ap)

Putin ha concordato con Obama sulla portata storica dell’accordo. E il presidente statunitense ha auspicato di rimanere in stretto contatto con il presidente russo per coordinare l’azione di Stati Uniti e Russia per il controllo del rispetto dell’intesa da parte di Teheran. Dal canto suo, il Cremlino ha reso noto che i due leader hanno sottolineato che «un accordo globale sul programma nucleare iraniano risponde agli interessi di tutta la comunità internazionale, contribuisce a rafforzare il regime di non proliferazione nucleare e a diminuire le tensioni nella regione del Medio oriente». A questo proposito, è stato rimarcato «il ruolo del dialogo russo-americano per garantire la sicurezza e la stabilità nel mondo». All’indomani della storica intesa a Vienna, Obama ha tenuto ieri una conferenza stampa con un duplice obiettivo: rassicurare Israele e Arabia Saudita e convincere il Congresso americano — che ora deve ratificare il Trattato — che gli Stati Uniti hanno fatto la cosa giusta. Rivendicando con orgoglio «la leadership mostrata dall’America e dalla sua diplomazia». La speranza è quella di un dialogo con l’Iran che vada avanti a dispetto delle tante differenze, oltre la questione del programma nucleare.

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