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Effetto Francesco

· Un mese fa la visita del Papa in Kenya, Uganda e Repubblica Centraficana ·

“E' stata una vera benedizione per i keniani, non solo per i cattolici, ma anche per le persone di tutte le religioni”. Lo scrive il cardinale John Njue, arcivescovo di Nairobi, ricordando a un mese di distanza il viaggio di Papa Francesco in Africa.

«Unità d’amore», opera dell’artista ugandese Yusuf Ssali

“Sulla scia della visita papale – aggiunge – la Chiesa in Kenya è determinata ad assicurare che la fiamma di amore, speranza e sollecitudine per i poveri e l’ambiente dia frutto. Di fatto, la prossima volta che il Pontefice tornerà a trovarci — e preghiamo che ciò accada presto — troverà un Paese più verde, più vibrante e più attento rispetto a quello che ha lasciato”.

In Uganda “come e quanto durerà 'l’effetto Francesco'?” si chiede Giuseppe Franzelli, vescovo di Lira. “È ingenuo tentare una risposta”, scrive il presule. “Quel che è certo è che ancor oggi migliaia di ugandesi custodiscono nel cuore le sue parole e i suoi gesti. Parole e gesti sgorgati dal cuore, dall’ascolto delle situazioni e delle persone”.

E nella Repubblica Centrafricana, l'arcivescovo di Bangui Dieudonne Nzapalainga nel suo messaggio natalizio scrive: «Papa Francesco, come i profeti, è venuto per aiutarci a preparare la venuta del Messia, la cui nascita celebriamo a Natale. Egli è venuto come “messaggero di pace”. Se apriamo la porta del nostro cuore alla misericordia, la pace arriverà anche qui». Dall’arrivo del Papa infatti non si registrano scontri a Bangui tra le milizie delle opposte fazioni, il clima generale è notevolmente mutato, l’accesso a tutti i quartieri è libero e anche il tradizionale mercato del “Km5” ha ripreso vita. Paragonando la propria nazione alla Terra santa ai tempi di Gesù, l’arcivescovo spiega che nonostante tutto «è in questo povero Paese che il Santo Padre, come l’angelo ai pastori, ha scelto di portare la buona novella della gloria e della misericordia di Dio. Avevano presentato la visita — aggiunge — come un “viaggio ad alto rischio”, con pericoli che avrebbero potuto costargli la vita. Ma, confidando nel Signore e sicuro del suo amore protettivo, il messaggero di pace, superando la paura e il dubbio, è venuto da noi».

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