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Educazione
contro la violenza

· Nuovi appelli dei presuli messicani anche contro il fenomeno musicale dei narcocorridos ·

Misericordia, non vendetta. Costruire, non distruggere. Due vescovi messicani tornano a denunciare il clima di violenza che si respira nel Paese.

«Il mondo di oggi non ci porta a coltivare la misericordia; al contrario, ci porta a essere giudici ed esecutori energici, in modo che la violenza venga risolta con un’azione ancora più violenta, e questo è arroganza, prepotenza. Così, con questi criteri, il mondo da umano sta diventando selvaggio». Il vescovo di Tehuacán, Rodrigo Aguilar Martínez, in un breve colloquio con la stampa locale, ha usato queste parole per esprimere il proprio pensiero di fronte a due efferati assassini avvenuti nel territorio della sua diocesi: il linciaggio di un uomo in località Aquiles Serdán, nel municipio di Chapulco, nello Stato di Puebla, e l’uccisione di un’altra persona a Palmar de Bravo.
Commentando questi drammatici eventi, monsignor Aguilar Martínez ha sottolineato che «la misericordia viene considerata una debolezza»: l’aggressore «ritiene sempre di agire in modo equo e nel migliore modo possibile per risolvere un problema». Il vescovo ha voluto inoltre esprimere la propria sofferenza per i tanti altri casi di violenza che hanno segnato la sua diocesi, quello avvenuto pochi giorni fa proprio a Tehuacán dove un gruppo di persone ha malmenato a sangue un giovane per futili motivi.
Per cambiare questo clima di violenza, che viene ormai percepito come se fosse la “normalità”, occorre un cambiamento culturalee intervenire nell’educazione dei giovani. Proprio per questo sta suscitando preoccupazione anche il fenomeno dei cosiddetti narcocorridos, che promuovono, soprattutto tra i più giovani, canzoni i cui testi inneggiano alla criminalità. Su questo fenomeno è intervenuto il vescovo di Torreón, José Guadalupe Galván Galindo, secondo il quale «bisogna sapere costruire e non distruggere» e «quel tipo di musica che va ora in voga influenzerà lo stato d’animo di molti adolescenti. Se questi ascoltano i narcocorridos cercheranno di seguire quelle persone nelle loro azioni illecite». Monsignor Galván Galindo sta appoggiando l’iniziativa del governatore dello Stato di Coahuila de Zaragoza di vietare la distribuzione e la promozione di queste canzoni che, nello stile narrativo, si rifanno un genere particolarmente popolare in Messico.

Mentre in origine i testi facevano riferimento a situazioni positive e scherzose, adesso esaltano attività illecite ed eventi legati comunque a attività criminali, come il traffico di droga, che vengono presentate come azioni degne di essere emulate.

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18 ottobre 2019

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