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Economia
a misura di famiglia

· All’udienza generale il Papa denuncia le conseguenze della povertà e invoca una nuova etica civile ·

In preghiera per le vittime del disastro sul fiume Yangtze

La denuncia delle conseguenze della povertà sulle famiglie e l’appello per una «nuova etica civile» hanno caratterizzato la riflessione di Papa Francesco all’udienza generale di mercoledì 3 giugno.

Diego Rivera,"El hogar tan querido" (1922-1928, particolare)

Parlando ai fedeli presenti in piazza San Pietro, il Pontefice si è soffermato su uno dei principali problemi che oggi mettono alla prova le famiglie: la povertà. «Pensiamo — ha detto — a tante famiglie che popolano le periferie delle megalopoli, ma anche alle zone rurali. E poi, ad aggravare la situazione, in alcuni luoghi arriva anche la guerra», che «colpisce specialmente le popolazioni civili» e va considerata «la madre di tutte le povertà».

Eppure, ha fatto notare, «ci sono tante famiglie povere che con dignità cercano di condurre la loro vita quotidiana, spesso confidando apertamente nella benedizione di Dio». In tal modo esse offrono al mondo una bella “lezione”, che però, secondo Francesco «non deve giustificare la nostra indifferenza, ma aumentare la nostra vergogna». Infatti è «quasi un miracolo che, anche nella povertà, la famiglia continui a formarsi». Una realtà che «irrita i pianificatori del benessere», i quali «considerano i legami famigliari una variabile secondaria». In realtà, ha commentato il Papa, «dovremmo inginocchiarci davanti a queste famiglie, che sono una vera scuola di umanità che salva le società dalla barbarie». Da qui l’esortazione ai responsabili della vita pubblica affinché riorganizzino «il legame sociale a partire dalla lotta alla spirale perversa tra famiglia e povertà». L’economia attuale, infatti, «si è specializzata nel godimento del benessere individuale, ma pratica largamente lo sfruttamento dei legami famigliari», senza che «l’immenso lavoro della famiglia» venga «quotato nei bilanci». Nonostante ciò, ha proseguito il Pontefice, «la formazione interiore della persona e la circolazione sociale degli affetti hanno proprio lì il loro pilastro».

Dopo aver analizzato le conseguenze sociali della miseria sulle famiglie, il Papa ha chiamato in causa soprattutto la Chiesa. La quale, ha ribadito, per essere povera deve praticare «una volontaria semplicità — nelle sue istituzioni, nello stile di vita dei suoi membri — per abbattere ogni muro di separazione».

Successivamente, nel salutare i diversi gruppi di fedeli, il Pontefice ha ricordato le vittime del disastro del traghetto sul fiume Yangtze e ha lanciato un appello per la tutela dell’occupazione.

La catechesi del Papa

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