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Economia e sicurezza

· ​Priorità del nuovo Governo tunisino ·

Il premier tunisino Chahed  presiede una riunione di Governo (Afp)

Resta critica la situazione in Tunisia dove il nuovo primo ministro, Youssef Chahed, deve affrontare una grave crisi economica e la minaccia del terrorismo jihadista. E gran parte dei cittadini è insoddisfatta della situazione del Paese. Il premier Youssef Chahed, da agosto, e a soli 40 anni, è il più giovane primo ministro della storia tunisina. Chahed guida il nuovo Governo di unità nazionale nato dopo la firma a Cartagine — lo scorso luglio — di un accordo tra tutte le forze politiche. Economia e sicurezza sono le priorità che il nuovo premier deve affrontare. Infatti, visti i dati macroeconomici non confortanti Tunisi deve attuare delle riforme volte a sostenere l’occupazione giovanile con risorse da recuperare attraverso l’eliminazione dei sussidi, la riforma fiscale, la riduzione della spesa pubblica e incentivi per far ripartire il settore privato e attirare nuovi investimenti dall’estero. Ma c’è anche il terrorismo a preoccupare l’azione del Governo. I sanguinosi attentati che il Paese ha vissuto hanno allontanato il turismo, voce importante nell’economia nazionale. E oltre al proliferare di estremisti al confine con la Libia, anche al confine con l’Algeria la situazione rimane incandescente. Scambi di colpi di arma da fuoco tra un gruppo di terroristi e soldati dell’esercito sono avvenuti nei giorni scorsi nei pressi del Monte Sammama, nel governatorato di Kasserine. Secondo un sondaggio del gruppo Sigma Council, attivo nel Nord Africa, il 76,6 per cento dei tunisini (il 71,8 per cento dei sostenitori di Nidaa Tounes, il 72,4 dei sostenitori di Ennahdha e l’81,3 per cento dei sostenitori dei partiti d’opposizione) ritiene che le cose nel Paese non stiano andando nel verso giusto.

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24 maggio 2019

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