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Ecologia e solidarietà
per la costruzione della pace

· I vescovi della Colombia impegnati a tutto campo per il bene comune ·

Bogotá, 16. «Come pastori, abbiamo più volte alzato la nostra voce e attirato l’attenzione sugli effetti nocivi dello sfruttamento delle risorse naturali, in particolare la gestione irresponsabile delle miniere. 

Queste attività hanno portato gravi ripercussioni per l’ambiente, la dignità umana e la vita sociale nelle nostre comunità»: è quanto afferma un comunicato a firma di dodici vescovi delle province ecclesiastiche colombiane di Medellín e Santa Fe de Antioquia. I presuli — riferisce Fides — hanno chiesto al Governo colombiano, alle imprese nazionali ed internazionali e alla società civile, di «agire con decisione per impedire l’estrazione meccanizzata, che con draghe e ruspe, continua a distruggere l’ambiente e la salute delle persone nel nostro Paese. Si dovrebbero attuare — sottolinea il comunicato dell’episcopato — misure più efficaci per fermare l’attuale disastro ambientale e sociale».

In questa area della Colombia, la Chiesa e le comunità rurali da tempo denunciano la forte deforestazione, per far posto a miniere a cielo aperto, e il danno provocato all’ambiente e alle persone dalla contaminazione da mercurio, usato nell’estrazione di oro e argento. I vescovi ribadiscono che, come parte della strategia contro l'estrazione illegale, occorre denunciare la corruzione di alcuni funzionari pubblici, rendere operative le istituzioni preposte dello Stato e contrastare l’azione dei gruppi armati illegali. «Allo stesso modo, nella prospettiva di post accordo con le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), essi devono assicurare che questa guerriglia abbia l’obbligo di rinunciare definitivamente all’attività miniera irresponsabile».

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14 dicembre 2018

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