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Come salvare il pianeta da casa

· Ecologia della quotidianità ·

I testi pontifici lontani dalla realtà e difficili da mettere in pratica nella vita di ogni giorno? Sembrerebbe di no, a leggere un piccolo manuale scritto da una coppia di giovani francesi, Adeline e Alexis Voizard, intitolato Comment sauver la planète à domicile (Paris, Editions de l’Emmanuel, 2018, pagine 148, euro 13), che propone una conversione ecologica verso un «modo di vivere secondo la Laudato si’», l’enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune. Il punto di partenza di questa riflessione si trova nel punto 230, quando il Pontefice afferma che «un’ecologia integrale è fatta anche di semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo».

L’illustrazione sulla copertina del libro

Il libro ci invita a compiere gesti in quello che è l’ambiente più familiare della nostra vita, la casa, una stanza dopo l’altra, e poi nel quartiere in cui si vive. I suggerimenti non hanno la pretesa di essere straordinarie novità ma semplicemente gesti realizzabili. «Ci siamo resi conto che non era così difficile cambiare le nostre abitudini e che ogni minima decisione pratica e concreta può avere un impatto concreto sul mondo che ci circonda, e procura anche la gioia profonda di compiere atti giusti e buoni», spiegano Adeline e Alexis. Gli autori non pensano di risolvere tutti i problemi ambientali in questo modo, ma piuttosto di trovare in ognuno di noi le risorse spirituali per affrontare le grandi sfide ecologiche nel mondo.
C’è un piccolo distinguo tuttavia, perché gli autori del manuale — una giovane coppia con quattro bambini — non includono quasi mai nella loro analisi altre tipologie di famiglie, come le persone anziane, le famiglie ricomposte, i single. E numerosi suggerimenti sono realizzabili a condizione di avere una abitazione sufficientemente vasta. Non sfugge invece alla loro attenzione la necessità di disporre di risorse finanziarie sufficienti per quanto riguarda alcune scelte di vita, alimentazione biologica e sostenibile, oggetti e prodotti a scarso impatto ambientale, preferenza per l’economia locale.
Essenziale è soprattutto lo stato d’animo. Fare della riduzione del proprio impatto ambientale non solo un semplice concetto ma una realtà quotidiana, vivere in modo sobrio, produrre piuttosto che consumare: tutto ciò richiede molti sforzi e una solida motivazione. Ecco perché i due “difensori” dell’ecologia integrale fanno l’elenco delle cinque condizioni necessarie per seguire questo cammino: «Non essere troppo esigenti, non giudicare, rimanere umile, conservare la speranza e vivere nella gioia della nostra conversione che non è mai terminata».
«Più profondamente — concludono Adeline e Alexis Voizard — la conversione ecologica non è altro che una dimensione della nostra conversione personale alla santità, (...) che passa anche attraverso la ritrovata consapevolezza del nostro ruolo di co-creatore e ci restituisce la piena dignità». Un atteggiamento che, come sottolinea Papa Francesco, ci conduce a una maggiore profondità esistenziale e ci permette di sperimentare che vale la pena passare per questo mondo.

di Charles de Pechpeyrou

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16 giugno 2019

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