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Ecologia bizantina

· Massimo il Confessore e il rispetto per il creato ·

«San Massimo il Confessore» (XVII secolo, icona russa)

"Il creato - scrive il teologo Jean-Claude Larchet parlando del pensiero di san Massimo il Confessore - è per l’uomo un supporto per elevarsi verso Dio, ma a sua volta l’uomo eleva il creato verso Dio nella sua contemplazione". E l’albero della conoscenza del bene e del male - continua Larchet nel testo scritto per il colloquio internazionale «"Nulla come l’amore riunisce quanti si sono dispersi". Attualità del pensiero di san Massimo il Confessore» che si svolge martedì 18 marzo all’Ambasciata di Georgia presso la Santa Sede - rappresenta i due opposti atteggiamenti con cui l’uomo si pone davanti a tutto ciò che esiste, adorazione o sfruttamento, fruizione meccanica o utilizzo pieno di rispetto, che non decurta la realtà della sua dimensione spirituale profonda. Il potere che Dio ha dato ad Adamo di dare un nome alle creature (cfr. Genesi, 2, 19) non è arbitrio, e neanche appropriazione violenta, ma è la capacità di designare le cose secondo i lògoi che le costituiscono nell’essenza, per riconoscervi Dio e offrirle a Dio. Il pensiero di san Massimo sottolinea il rapporto fondamentale con il Creatore del mondo e dell’uomo, e ricorda che solo questo rapporto può generare un vero rispetto e un amore autentico per la natura.

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19 febbraio 2020

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