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Ecco l'intesa europea per salvare la Grecia

· Varato un primo pacchetto di aiuti da trenta miliardi di euro ·

I Paesi dell'Eurogruppo hanno trovato ieri un accordo per garantire un primo prestito da trenta miliardi di euro alla Grecia. Il piano anticrisi è stato annunciato dal presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, al termine di una riunione del ministri delle Finanze a Bruxelles. Juncker ha precisato che agli aiuti parteciperanno tutti i Paesi dell'Eurogruppo in base alle loro quote nella Bce e i tassi di interesse saranno quelli utilizzati dal Fondo monetario internazionale (Fmi), attorno al cinque per cento.

Il prestito sarà attivato dopo la richiesta formale del Governo di Atene. Altri aiuti saranno erogati dall'Fmi, che sembra sia pronto con un pacchetto da quindici miliardi.

«L'accordo fra i ministri delle Finanze dell'area euro, la Commissione europea e la Banca centrale per il pacchetto di aiuti alla Grecia rappresenta un passo molto importante»: lo ha affermato il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Khan, in una nota.

Dal canto suo il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, ha detto che l'accordo attua «un meccanismo pienamente operativo e contribuirà decisamente alla stabilità finanziaria della Grecia e della zona euro». Van Rompuy ha quindi aggiunto: «I negoziati tra la Commissione europea, la Bce, l'Fmi e le autorità della Grecia sul programma di assistenza rappresentano un passo decisivo e provvederanno a fornire una valutazione sulla necessità dell'esatto finanziamento e sulle condizioni dell'assistenza. Su questa base gli Stati membri decideranno, se necessario, l'attivazione del loro supporto finanziario».

Questa mattina il presidente della Commissione, José Manule Durão Barroso, ha tenuto a sottolineare che, in virtù di questa intesa, l'europa ha dimostrato «solidarietà e responsabilità». È intervenuto poi il ministro dell'Economia francese, Christine Lagarde, che ha dichiarato: «È un accordo tecnico che è molto specifico e consentirà a tutti di sapere chi contribuisce e a cosa».

In un'intervista al «Corriere della Sera», Lorenzo Bini Smaghi, del comitato esecutivo della Banca centrale europea, nel commentare l'accordo ha dichiarato: «Abbiamo evitato in Europa quello che è successo negli Stati Uniti con Lehman».

La crisi greca, secondo Bini Smaghi, poteva innescare un meccanismo di contagio tale da coinvolgere altri Paesi e altre istituzioni. Per scongiurare situazioni simili, in futuro, «bisogna evitare in anticipo che si creino divergenze così profonde».

Quanto alla posizione della Germania, Bini Smaghi precisa che i tedeschi «hanno posto una questione legittima»: tuttavia, portare alle estreme conseguenze le difficoltà di un Paese avrebbe avuto «un effetto di contagio su tutti i mercati finanziari, compreso quello tedesco».

Come rilevano gli analisti, ora che un primo pacchetto di aiuti è stato varato, si apre una fase nuova, anche difficile. Dal momento che per salvare la Grecia, nonché se stessa, l'Europa dovrà da ora in poi convivere con il Fondo monetario internazionale. Potrebbe dunque profilarsi, a detta degli osservatori, un duello su chi guiderà il piano di salvataggio. Oggi intanto si riuniscono ad Atene una delegazione della Commissione Ue, della Banca centrale europea e dell'Fmi. Insieme saranno chiamati a indicare le condizioni alle quali la Grecia dovrà sottostare per ricevere l'aiuto contenuto nel pacchetto varato ieri. Su questo punto, segnalano gli osservatori, vi è ancora ambiguità, perché fra Bruxelles e Washington un accordo preciso sulle condizioni e i soldi ancora non c'è.

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