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Ecatombe nel Mediterraneo

· Naufragi sulle coste greche e al largo della Libia con centinaia di dispersi ·

Oltre seimila migranti soccorsi negli ultimi giorni

Tragedia nelle acque dell’Egeo e si teme un’ecatombe al largo della Libia. Questa mattina tra Turchia e Grecia un barcone si è rovesciato e sono state ritrovate 11 salme. Poco prima del ritrovamento nell’Egeo, era scattato l’allarme per l’ennesimo naufragio di migranti avvenuto davanti alle coste libiche. Sono state recuperate cinque salme e sono stati rinvenuti due barconi vuoti, che purtroppo con tutta probabilità avevano a bordo circa 240 persone. L’ufficio europeo dell’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr) ha confermato la tragedia dopo l’appello lanciato da una ong spagnola.

Un giubbetto di salvataggio rimasto in mare dopo un naufragio (Ap)

L’imbarcazione ritrovata sulla spiaggia turca nei pressi della località di Davutlar era diretta verso l’isola greca di Samos.

A far scattare l’allarme al largo della Libia è stato il recupero di cinque corpi di giovani uomini, tra i 16 e i 25 anni, a 20 chilometri a nord di Sabrata. Evidente la morte per annegamento. Il tipo di gommoni rinvenuto può portare fino a 120 persone e, dunque, tutto lascia intendere che il numero delle vittime possa essere molto alto. Il direttore dell’ufficio europeo dell’Unhcr, Vincent Cochetel, ha spiegato che si sta pattugliando l’area alla ricerca non solo degli altri corpi, ma anche di una terza imbarcazione. Cochetel è tornato poi a ribadire che «per sconfiggere il business dei trafficanti di esseri umani servono vie legali credibili per le persone che hanno bisogno di protezione internazionale, fra cui il programma di reinsediamento, la riunificazione familiare e sponsorizzazioni private».

Queste tragiche notizie arrivano dopo una settimana di intense partenze sulla rotta del Mediterraneo centrale: all’incirca 6000 migranti e rifugiati sono stati salvati in solamente cinque giorni. Dall’inizio dell’anno a oggi, 21.903 persone hanno attraversato il Mar Mediterraneo dalla Libia diretti in Italia. Nello stesso periodo dell’anno scorso, 18.777 persone avevano intrapreso lo stesso pericolosissimo viaggio. Finora, escludendo queste ultime tragedie, sono 587 le persone morte nell’impresa di arrivare in Europa via mare.

E proprio in queste ore, intanto, un tribunale libico ha di fatto bloccato l’intesa tra Italia e Libia per bloccare il flusso di migranti. A segnalare lo stop del tribunale di Tripoli è stato il sito «Libya Herald», spiegando che la Corte ha «bloccato qualsiasi accordo sui migranti derivante dal Memorandum of Understanding». Il sito ha avvertito che «resta non chiaro» quale sarà l’impatto del pronunciamento sull’accordo. Si spiega poi che il ricorso era stato presentato da sei persone, fra cui l’ex ministro della giustizia Salah Al Marghani, precisando che la contestazione riguardava non solo il piano per ridurre il flusso di migranti, ma anche la legittimità degli accordi.

L’intesa tra Libia e Italia era stata raggiunta all’inizio di febbraio per aiutare le autorità libiche a contrastare i trafficanti di esseri umani e ridurre così gli arrivi sulle coste italiane. Ma era stato possibile sottoscrivere l’accordo solo con il governo del premier Fayez Al Sarraj insediato a Tripoli con il sostegno dell’Onu. Il parlamento controllato da sostenitori del leader della Cirenaica, il generale Khalifa Haftar, lo considera invece del tutto nullo.

Nel frattempo, sul piano europeo, in Austria è scattata l’operazione per il rimpatrio volontario dei migranti. Il ministro degli interni austriaco, Wolfgang Sobotka, ha annunciato che è già in vigore l’incentivo fino a 1000 euro a persona per i primi 1000 profughi che lasceranno volontariamente e definitivamente il territorio austriaco. Nel 2016, stando ai dati forniti dalle autorità austriache, sono state circa 10.700 le persone straniere che hanno lasciato l’Austria, 5800 di esse in maniera volontaria. L’Austria è al terzo posto nel mondo come paese con più rimpatri volontari. Sono previsti 50.000 rimpatri complessivi entro il 2019.

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