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Quei venti milioni in fuga dal Pakistan

· Cambiamenti climatici e strategie di adattamento ·

C’è ormai un largo consenso, basato su una molteplicità di evidenze, che stiamo assistendo a un riscaldamento del clima globale. La temperatura globale in superficie è aumentata di circa 0.9 gradi centigradi dall’inizio del ventunesimo secolo, la maggior parte dei ghiacciai continentali e dei ghiacci polari è in fase di recessione, il livello globale del mare è salito di circa venti centimetri (a causa dell’input di acqua dallo scioglimento dei ghiacci continentali e dell’espansione termica degli oceani che si riscaldano), la temperatura in troposfera (la parte più bassa dell’atmosfera terrestre) è aumentata in linea con il riscaldamento superficiale, gli oceani continuano ad assorbire calore. 

Il diluvio nel nord del Pakistan (2010)

Tutte queste evidenze hanno portato l’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) a stabilire che il riscaldamento globale è «inequivocabile». Molti studi poi mostrano come la maggior parte di questo riscaldamento globale dalla metà del ventesimo secolo è dovuto all’aumento di «gas serra» in atmosfera, e principalmente dall’anidride carbonica emessa con l’uso di combustibili fossili legati ad attività umane. 

I principali gas serra sono il vapore acqueo, l’anidride carbonica e il metano, e una loro caratteristica (o «effetto serra») è di assorbire la radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre e riemetterla in tutte le direzioni, e quindi anche verso la superficie, in questo modo riscaldando sia la superficie terrestre che la troposfera. Questo riscaldamento è poi intensificato da una serie di processi di feedback legati al ciclo idrologico terrestre. Scenari di clima futuro prodotti con molti modelli climatici globali mostrano che la temperatura media globale potrebbe aumentare entro la fine del ventunesimo secolo fino a circa quattro graadi centigradi nel più estremo degli scenari, in cui le emissioni di anidride carbonica dovessero continuare ad aumentare al ritmo presente (il cosiddetto scenario business as usual). Per mettere questo valore in prospettiva, la differenza di temperatura globale nelle condizioni attuali rispetto all’ultimo periodo glaciale di circa 18.000 anni fa è stimata a circa 4-6 gradi centigradi; in altre parole, il riscaldamento globale dovuto all’emissione antropogenica di gas serra potrebbe essere comparabile alla differenza di temperatura fra un periodo glaciale e uno interglaciale, ma su scale temporali molto più brevi.
Perché preoccuparci del riscaldamento globale? Quali sono i rischi maggiori per la società? Il problema principale sono i cambiamenti in varie caratteristiche del clima associati al riscaldamento globale. Questi cambiamenti sono molteplici, e influenzano molti settori della società, ma qui vogliamo soffermarci su alcuni di essi che sono particolarmente importanti per settori chiave. Il primo è l’innalzamento del livello del mare. I modelli climatici ci dicono che il livello globale del mare potrebbe aumentare per la fine del ventunesimo secolo fino a un metro rispetto ai valori attuali, e l’innalzamento sarebbe molto più marcato (ordine di vari metri) su tempi più lunghi, se lo scioglimento delle grandi masse di ghiaccio della Groenlandia e dell’Antartide occidentale dovesse continuare a intensificarsi. L’aumento del livello del mare può provocare enormi danni nelle zone costiere, come inondazioni sempre più intense, mareggiate e intrusione di acqua salina che degrada il terreno coltivabile. Se si considera che la popolazione nelle zone costiere è in continuo aumento ci si rende conto dell’importanza di questo problema. Un altro effetto di particolare importanza è lo scioglimento dei ghiacciai, che non solo contribuisce all'innalzamento del livello del mare, ma impoverisce le risorse idriche delle popolazioni che vivono nei bacini del ghiacciaio. Questo potrebbe richiedere una riorganizzazione fondamentale delle politiche di gestione delle risorse idriche. Il terzo effetto che vogliamo evidenziare è la cosiddetta «intensificazione del ciclo idrologico». Per la legge di Clausius-Clapeyron, una atmosfera più calda può contenere più vapore acqueo, quindi un evento piovoso sarà in generale più intenso. Allo stesso tempo, i modelli ci mostrano che occorre più tempo per raggiungere le condizioni che portino all'innesco di un evento piovoso, e quindi periodi secchi più lunghi fra eventi piovosi. Questo porta a un aumento del rischio di eventi estremi sia di carattere alluvionale che di carattere siccitoso. Inoltre, un riscaldamento porta in generale a un aumento di ondate di calore. Per fare un esempio, le condizioni di caldo estremo che nell'estate del 2003 in Europa portarono alla morte di più di 20.000 persone, potrebbero diventare la norma entro la fine del secolo negli scenari più estremi. Questo aumento di eventi estremi, in particolare quelli più intensi e devastanti, è in corso in molte parti del mondo, e dovrebbe continuare in risposta a un ulteriore aumento del riscaldamento, con conseguenze potenzialmente devastanti. L’ultimo effetto che vogliamo qui evidenziare è che i cambiamenti climatici non saranno sentiti in ugual misura da tutti i paesi del globo, sia per la variabilità spaziale del clima che per la diversa vulnerabilità e capacità di adattamento delle nazioni, in particolare quelle più povere. In un mondo globalizzato quello che avviene in una regione può avere ripercussioni globali; per esempio aumenti di siccità in una importante regione agricola possono influenzare la produzione di determinati raccolti ed eventualmente i mercati globali; l’aumento di eventi estremi in regioni povere può anche causare migrazioni di massa di quelli che vengono ormai chiamati «rifugiati climatici», come avvenne per le alluvioni del 2010 nel nord del Pakistan, quando circa 20 milioni di persone furono evacuate dall’area. 

di Filippo Giorgi

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24 maggio 2019

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