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E tra Cile e Argentina trionfarono la ragione e il dialogo

· l cardinale Bertone a Punta Arenas ricorda la mediazione papale ·

Il trionfo della ragione e del dialogo. Così il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, ha definito il trattato di pace tra Cile e Argentina a proposito della controversia territoriale sulla zona australe, raggiunto grazie alla mediazione papale. Tra l'altro il porporato è in Cile proprio per ricordare il trentesimo anniversario dell'inizio della mediazione papale, conclusasi con la firma del trattato, il 29 novembre 1984, nella sala Regia del Palazzo Apostolico in Vaticano.

Occasione per riflettere sull'iniziativa di pace promossa da Giovanni Paolo II, è stata la messa celebrata giovedì, 8 aprile, nella cattedrale di Punta Arenas, alla quale ha partecipato la comunità salesiana.

«In questa chiesa di Magallanes — ha ricordato il cardinale nella sua omelia — si è svolto un ingente lavoro di evangelizzazione avviato in modo speciale da Pedro Pasolini nel 1844, poi dai salesiani e dalle figlie di Maria Ausiliatrice e che continua ancora oggi con grande zelo grazie a sacerdoti, religiosi e religiose, così come a tanti laici impegnati. Tutto questo è un segno visibile della presenza di Dio che sempre ha benedetto questa terra e ciascuno dei suoi abitanti».

Dopo una riflessione sul significato della settimana di Pasqua e un invito a comprendere il valore della partecipazione alla messa domenicale, il segretario di Stato ha fatto specifico riferimento alle recenti celebrazioni per i trenta anni della mediazione papale che ha portato «alla tanto desiderata pace tra questi due popoli fratelli, uniti dalla Cordigliera delle Ande e da un passato comune. Era possibile uno scontro armato, anzi era sul punto di verificarsi . Quanti morti avrebbe potuto causare. E quanto dolore per i figli e le figlie dei due Paesi che non possono che essere fratelli. Quel trattato di pace fu il trionfo della ragione, del dialogo, della lungimiranza e della convivenza pacifica. Senza dubbio non possiamo non sottolineare l'importanza che ha avuto per l'esito finale dell'accordo, tutto questo patrimonio di fede comune che caratterizza entrambi i popoli. Sull'esempio di Cristo oggi dobbiamo proseguire perseverando in questo impegno, affinché la convivenza armoniosa tra i nostri popoli continui ad essere una realtà viva e voluta da tutti, in modo speciale dalle nuove generazioni».

Particolarmente cordiale è stato l'incontro con il presidente del Cile, Sebastián Piñera, avvenuto mercoledì 7, nel palazzo della Moneda. Durante il colloquio, protrattosi per circa un’ora e mezza, il presidente cileno ha anche formulato l'invito per il Papa a visitare Santiago, in occasione delle celebrazioni per i 200 anni dell’indipendenza dalla Spagna.

Un viaggio, ha detto il segretario di Stato, che non potrà avvenire quest’anno, per i numerosi impegni già presi dal Papa. Non ha escluso però che sia possibile in un futuro prossimo: «Benedetto XVI — ha detto in particolare — è un uomo dinamico, e se Dio gli concede, come ora, buona salute» il viaggio potrebbe avvenire. Di un viaggio apostolico in Cile del resto «se ne era già parlato come possibile nel 2012», ha precisato il cardinale.

Da parte sua il presidente cileno ha voluto sottolineare l’impegno del governo cileno, dopo il forte terremoto dello scorso 27 febbraio, non solo nella ricostruzione materiale del Paese, ma anche per la costruzione di «una nazione spiritualmente più forte» a partire dai «valori che fanno parte della tradizione cristiana», cioè «la vita, la famiglia, la giustizia e la solidarietà».

Da segnalare infine un nuovo incontro con i rappresentanti dei media cileni, tra l'altro prodighi di notizie sulla sua visita al Paese. Anche al suo arrivo a Punta Arenas gli sono state poste diverse domande sui casi di pedofilia. Vicende, ha precisato il segretario di Stato, che «hanno arrecato un dolore molto grande» al Papa. Una sofferenza «che è stata condivisa — ha assicurato — anche da noi pastori». Tuttavia «la Chiesa — ha proseguito — è un’istituzione dotata di una grande forza interiore che le viene da Gesù Cristo, il quale nonostante questi casi, continua a proteggerla e a sostenerla».

Rispondendo poi a una domanda sulla possibilità che le vicende di cui si parla possano avere, come conseguenza, un calo nelle vocazioni, il cardinale Bertone ha manifestato fiducia, poiché «la missione di annunciare un mondo nuovo — ha detto — resta una sfida per tutti quanti sono impegnati nella grande opera di ricostruzione di una nuova umanità, quella che rappresenta il futuro». E la Chiesa, con i suoi sacerdoti, è in prima fila, compatta attorno al Papa.

A questo proposito il segretario di Stato ha voluto anche ricordare le recenti affermazioni del cardinale Angelo Sodano. Rispondendo infatti a una precisa domanda sulle dichiarazioni rilasciate dal cardinale decano nell'intervista pubblicata dal nostro giornale in data 6-7 aprile, il segretario di Stato ha detto che «ha parlato molto chiaramente a difesa del Papa e della Chiesa», e ha ben sottolineato tra l'altro il fatto che «dietro agli ingiusti attacchi» al Pontefice ci sono «visioni della famiglia e della vita contrarie al Vangelo». Il cardinale Bertone ha poi voluto ribadire punti fondamentali del progetto di Dio «su ogni persona umana» che si traducono nella cura per i giovani e per i bambini, nell’educazione e nell’attenzione per le famiglie». «Secondo il progetto di Dio — ha concluso — il matrimonio è tra una donna e un uomo».

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19 settembre 2019

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