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​È tempo
di costruire ponti di pace

· ​I vescovi statunitensi e il recente accordo di Losanna sul nucleare iraniano ·

Il recente accordo di Losanna per giungere a un accordo quadro sul nucleare iraniano costituisce un «passo importante» sulla strada di una «risoluzione pacifica» delle gravi questioni che sono sorte in questi anni e che costituiscono motivo di grande preoccupazione per la pace mondiale e la stabilità del Medio oriente. 

Preparativi a Losanna  per l’intervento del ministro degli Esteri iraniano (Afp)

È quanto sostiene il vescovo di Las Cruces, Oscar Cantú, presidente del Committee on International Justice and Peace dell’episcopato statunitense, in due distinte lettere inviate, la prima, l’8 aprile scorso, al segretario di Stato, John Kerry, e successivamente, lunedì 13, ai membri del Congresso. Documenti resi pubblici e diffusi integralmente sul sito in rete della Conferenza episcopale degli Stati Uniti. 

Per il presule, che cita le parole di incoraggiamento espresse da Papa Francesco in occasione del messaggio Urbi et orbi del 5 aprile scorso, la strada alternativa all’accordo sul nucleare «conduce verso il conflitto armato», soluzione che ovviamente è guardata con profonda preoccupazione da parte della Chiesa. In questo senso, a nome della commissione episcopale statunitense, monsignor Cantù ha assicurato di accogliere «con favore» il recente passo compiuto a Losanna dagli Stati Uniti e dai suoi partner internazionali: «Incoraggiamo la nostra nazione a continuare su questa strada. Questo è il momento del dialogo e della costruzione di ponti che promuovano la pace e una maggiore comprensione». Tra i punti dell’intesa, la cancellazione graduale delle sanzioni contro l’Iran, la riduzione di due terzi dell’arricchimento dell’uranio da parte di quest’ultimo, il controllo di ispettori internazionali sull’effettiva sospensione del programma nucleare.

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14 dicembre 2019

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