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E Rocco finì davvero sul set

· La missione di «Make a Wish» ·

Sembrano sogni impossibili i tantissimi desideri, almeno 250 l’anno, che vengono fatti recapitare alla missione italiana, con sede a Genova, Make A Wish , cha fa parte di una fondazione internazionale no profit nata nel 1980 a Phoenix, in Arizona, e presente attualmente in trentasette paesi.

Eppure questi desideri, formulati da bambini (e non solo) malati, prima o poi si avverano. Come può confermare Alessandro, ora diciottenne, che per ben tre volte ha rischiato di morire dopo essere stato sottoposto, a causa di gravi malattie, ad altrettanti delicatissimi interventi chirurgici: voleva vedere Papa Bergoglio e il suo desiderio, in piazza San Pietro, è stato esaudito. La sede di Genova, operativa dal 2004, è stata fondata da Fabio e Sune Frontani — racconta Valerio Cappelli nell’articolo uscito sull’inserto Buone Notizie del «Corriere della Sera» del 3 aprile — in ricordo della figlia Carlotta, scomparsa a dieci anni per una grave malattia. Dopo un inizio molto difficile, dato lo scetticismo generale (anzitutto da parte dei medici contattati), l’attività è decollata e ora può vantare anche un ufficio a Milano e una rete di oltre trecento volontari in tutta Italia. Si tratta di una missione che parte dalla ferma convinzione che la realizzazione di un desiderio porta a concreti benefici fisici e accresce le probabilità di guarigione nei piccoli segnati dalla malattia. E tra i desideri impossibili tramutatisi in splendida realtà c’è quello di Rocco, che voleva recitare con Carlo Verdone. Nel suo film con Antonio Albanese L’abbiamo fatta grossa (2016), il regista romano ha cambiato la storia per inserire il bambino, e gli ha assegnato alcune battute. All’inizio sembrava solo una fiaba, invece Rocco è finito davvero sul set.

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24 maggio 2019

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