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È a rischio
il futuro del pianeta

· La crisi climatica al centro di un intervento del cardinale Hummes ·

L’Amazzonia costituisce «un punto di equilibrio ecologico e di sostenibilità di tutto il pianeta»; tuttavia mai è stata «così minacciata come oggi». Lo ha sottolineato il cardinale Cláudio Hummes nel suo intervento al convegno su «Amazzonia: sfide e prospettive per la casa comune», svoltosi alla Pontificia università Gregoriana giovedì 16 maggio. 

Deforestazione  in Amazzonia

L’arcivescovo emerito di São Paulo, che presiede la Rete ecclesiale panamazzonica (Repam) e sarà relatore generale dell’assemblea sinodale di ottobre, ha sottolineato che in Amazzonia è presente la Chiesa missionaria che, secondo la Laudato si’, «nel nome della sua fede nel Dio creatore e nell’incarnazione del Figlio di Dio, Gesù Cristo, deve anche assumere la cura della “casa comune”». Si tratta, ha fatto notare il porporato, di una Chiesa missionaria «eroica, povera, instancabile, che vive l’opzione preferenziale per i più poveri, però con grande difficoltà in termini di lunghe distanze, solitudine nella foresta infinita, insufficienza di missionari e missionarie». Questo si traduce in scarse possibilità di convivere con la gente, di «esserle vicina e di celebrare con le comunità l’Eucaristia, il sacramento della riconciliazione, il sacramento della unzione degli infermi». Da qui derivano le difficoltà di «promuovere una Chiesa inculturata e interculturale con volto amazzonico e indigena». Nel contesto globale della crisi climatica ed ecologica, ha sottolineato il cardinale, l’Amazzonia occupa «un posto di fondamentale importanza». Si tratta di un «polmone del nostro pianeta terra». Infatti, la sua «degradazione», il suo «deforestamento» e il «crescente inquinamento oggi in corso» mettono «a rischio l’avvenire del pianeta», come conferma il parere di autorevoli scienziati.

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