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È questione di ermeneutica

· ​Il Papa con i giornalisti sul volo di ritorno dall’America latina ·

Strumentalizzazione ed «ermeneutica totale»: due possibili chiavi di lettura del viaggio latinoamericano su cui Papa Francesco si è soffermato a più riprese durante il consueto colloquio con i giornalisti a bordo dell’aereo che lunedì pomeriggio, 13 luglio, lo ha riportato a Roma.

Invitato a spiegare il senso di alcuni suoi interventi, il Pontefice ha chiarito i limiti di un’interpretazione ideologica o circoscritta a una sola frase del testo. «Credo che occorra essere molto attenti» ha ammonito, sottolineando che «un testo non si può interpretare con una frase. L’ermeneutica deve essere in tutto il contesto. Ci sono frasi che sono proprio la chiave dell’ermeneutica e ci sono frasi che non lo sono, che sono dette di passaggio o artificiali». Occorre in definitiva — ha affermato — «vedere tutto il contesto, vedere la situazione, vedere persino la storia».

Un’«ermeneutica» che il Papa ha raccomandato di applicare, nello specifico, alle parole pronunciate in Ecuador durante la cerimonia di benevenuto a Quito o ai riferimenti al Sinodo dei vescovi sulla famiglia contenuti nei passi dell’omelia dedicati alle nozze di Cana durante la messa a Guayaquil. Quanto alle prime, Francesco ha ricordato che «l’Ecuador non è un Paese di scarto. E questo si riferisce a tutto il popolo e a tutta la dignità di questo popolo che, dopo la guerra di confine, si è alzato in piedi e ha preso sempre più coscienza della sua dignità e della ricchezza dell’unità nella varietà che possiede». Riguardo ai secondi, invece, ha puntualizzato che «Gesù fa il più buon vino proprio con l’acqua delle sporcizie, del peggio». Da qui l’auspicio che «il Signore ci purifichi» anche dalle situazioni di crisi che riguardano oggi la famiglia.

«Ogni parola, ogni frase di un discorso può essere strumentalizzata» ha ribadito in conclusione, confermando la necessità di guardare sempre «il contesto».

La trascrizione integrale del colloquio con i giornalisti

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