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E nella contesa Famagosta
riapre il quartiere fantasma di Varosia

La recente scoperta di enormi giacimenti di gas naturale nei fondali marini al largo di Cipro ha esacerbato ulteriormente i già tesi rapporti diplomatici tra Nicosia e Ankara, alimentando la corsa al prelievo di quelle risorse sottomarine. Una tensione certo non allentata dalla recente decisione della cosiddetta “Repubblica turca di Cipro del nord (Rtcn)”, non riconosciuta dalla comunità internazionale ad eccezione di Ankara, che ha deciso di riaprire l’area turistica di Varosia, il cosiddetto “quartiere-fantasma” della città costiera di Famagosta, abbandonato in seguito al massiccio intervento militare delle truppe turche del 1974, in risposta a un tentativo di golpe per annettere l’isola alla Grecia.

Negli anni ‘60 e ‘70, Varosia è stata una località turistica molto apprezzata, sede di alberghi di lusso in riva al mare. Anni di contrasti tra greco-ciprioti e turco-ciprioti — l’aspra contesa territoriale che va sotto il nome di “questione di Cipro”, è tuttora irrisolta, con i negoziati per la riunificazione interrotti dal 2017 — hanno trasformato Varosia, appunto, in un “quartiere spettrale”, con edifici e alberghi abbandonati e strade deserte. Dopo avere invaso quarantacinque anni fa la parte settentrionale dell’isola, l’esercito turco avanzò fino alla cosiddetta Green line (o Attila line), la linea di demarcazione che ancora oggi segna il “confine” tra la comunità turca e quella greco-cipriota, l’unico “muro” ancora esistente in Europa. Poche ore prima che la città di Famagosta venisse attaccata dall’esercito turco nell’operazione Attila, nel timore di un massacro, gli abitanti e i turisti di Varosia scapparono. Molti si rifugiarono a sud, in direzione di Paralimni, Dherynia e Larnaca, mentre i militari di Ankara chiusero Varosia in un recinto spinato per vietarne l’accesso. L’area è attualmente disabitata e classificata come zona militare sotto il controllo dei soldati turchi.

La riapertura di Varosia e le relative modifiche verranno concordate con il governo di Ankara, secondo quanto riferiscono media locali. Si preannunciano ulteriori, forti tensioni. In base a una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 1984, infatti, Varosia può essere ripopolata solo dai suoi abitanti originari, in maggioranza greco-ciprioti e non, quindi, turco-ciprioti.

L’iniziativa giunge anche in un momento di accresciute ostilità per l’avvio da parte della Turchia, cui si parla più diffusamente nell’articolo qui sopra, di esplorazioni alla ricerca di idrocarburi al largo dell’isola, che Nicosia ritiene sua zona economica esclusiva, mentre Ankara rivendica come parte della propria piattaforma continentale.

Negli ultimi giorni, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogăn, aveva ribadito l’intenzione di difendere «i diritti e gli interessi dei turco-ciprioti nel Mediterraneo orientale», respingendo tutti gli ammonimenti dell’Unione europea al riguardo. In più di un’occasione, Bruxelles — rimarcando la piena solidarietà con Nicosia, che fa parte dell’Unione dal 2004 — si è detta pronta a rispondere «in modo appropriato» alla Turchia, chiedendo ad Ankara di astenersi dalle trivellazioni nella zona economica esclusiva cipriota. Nelle conclusioni di una delle ultime riunioni del Consiglio degli affari generali dell’Unione europea, a Lussemburgo, si legge che la Turchia deve evitare minacce e azioni che danneggiano le buone relazioni di vicinato, deve normalizzare le sue relazioni con la Repubblica di Cipro e rispettare la sovranità di tutti gli Stati membri dell’Ue. Il mese scorso la stessa Ue e gli Stati Uniti hanno esortato la Turchia a riconsiderare i piani per le perforazioni esplorative al largo di Cipro. Ma Erdogăn ha rilanciato: «Continuiamo e continueremo a cercare idrocarburi in quelle zone, che sono nostre». Una mossa destinata, come si è visto, ad accentuare il contrasto già in atto con Nicosia. Negli ultimi anni, le importanti scoperte di giacimenti di gas al largo dell’isola hanno fatto credere alla possibilità di inaugurare un’era di pace e prosperità a Cipro, che per via della sua peculiare collocazione geografica riveste da secoli una grande importanza strategica nel Mediterraneo orientale.

di Francesco Citterich

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14 ottobre 2019

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