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È morto Mirando Haz, incisore dell’immaginario

Mirando Haz, «I funerali di Pierrot» (1982)

Le sue illustrazioni hanno abbellito i più grandi classici della letteratura mondiale: il 25 luglio è morto a Bergamo l’incisore e pittore Mirando Haz (al secolo Amedeo Pieragostini). Aveva 81 anni. Accademico effettivo degli incisori d’Italia, era nato nella città lombarda nel 1937. Dopo gli studi classici e giuridici, seguì i corsi di incisione presso l’Accademia Carrara. Allievo del maestro Alberto Vitali fin dall’adolescenza, Hanz ne curerà il primo catalogo generale delle incisioni, uscito nel 1973. La passione per la letteratura lo portò a confrontarsi con gli scrittori più illustri degli ultimi secoli, da Hans Christian Andersen a Charles Dickens, passando per Proust, Garcia Lorca, Belli, Stevenson, Thomas Mann e Henry James, dedicandosi anche alla figura di Pierrot. Nel 1992 fu l’unico artista italiano invitato alla mostra La Sirenetta, dedicata agli illustratori dello scrittore danese, presso la casa di Andersen, nel porto di Nyhavn a Copenaghen. Nel volume The Reception of Charles Dickens in Europe (2013) curato da Michael Hollington, Gilles Soubigou — docente alla Sorbona — ha definito Mirando Haz il principale illustratore di Dickens, insieme a Gustave Doré. Lascia un’opera sterminata: circa duemila incisioni, eseguite con tecniche diverse (acquaforte, acquatinta, puntasecca), nonché diverse migliaia di disegni a china ed acquerelli. «Come si manifesta — si era chiesto lo scrittore Raffaele de Grada, ricordato da Emanuele Roncalli de «L’Eco di Bergamo» — l’“eccezionale” nella incisione ad acquaforte e puntasecca di Pieragostini? Attraverso il metodo dell’ironia per cui, per esempio, un Carnevale ha tutti gli elementi del reale, un’immagine di recitazione per cui ogni personaggio è se stesso mascherato e se stesso rivelato in un proscenio, nella grande farsa della vita».

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