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​E' morto lo scrittore Herman Wouk

Fu definito, secondo i canoni della critica letteraria anglosassone, a low burner, ovvero lento a carburare ma poi destinato a ottenere il successo di critica e di pubblico, The Caine Mutiny (1954), il romanzo per eccellenza di Herman Wouk, lo scrittore, drammaturgo e sceneggiatore statunitense, morto all’età di 103 anni. Al di là delle indubbie qualità di scrittura che impreziosiscono il libro, che gli valse il premio Pulitzer, fu la superlativa interpretazione di Humphrey Bogart nei panni del capitano Queeg, arcigno e paranoico, a favorire, grazie alla versione cinematografica, la grande diffusione del libro, per lungo tempo incontrastato best-seller. Ci pensò poi Broadway, attraverso la rappresentazione teatrale del testo, a suggellare il definitivo radicamento del romanzo nell’immaginario collettivo. Wouk fu definito dal «Washington Post» «il decano dei romanzieri storici statunitensi»: tra i suoi libri più celebrati, infatti, figurano The Winds of War (1971) e War and Remembrance (1978), appunto romanzi storici di ampio e robusto respiro sulla seconda guerra mondiale. In precedenza, nel 1959, aveva scritto un libro — anch’esso da principio accolto con qualche riserva per poi riscuotere apprezzamento — intitolato This is My God, che intende essere una spiegazione del giudaismo dal punto di vista dell’ebraismo ortodosso moderno. I suoi libri furono tradotti in ventisette lingue, eppure Wouk fu sempre considerato un outsider nel mondo letterario. Solo in apparenza si tratta di un paradosso, perché a contendergli la palma della fama vi erano, tra gli altri, Ernest Hemingway e James Joyce. Per Wouk, come scrisse in un articolo per il «New York Times Book Review», uno scrittore, per meritare tale qualifica, deve osservare «una spartana disciplina» che gli garantisca ordine e metodo nel lavoro. Ma solo se ha vero talento, lasciava intendere, lo scrittore potrà «andare lontano e accaparrarsi la gloria».

di Gabriele Nicolò

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20 novembre 2019

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