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E' morto il fisico Carlo Bernardini

Carlo Bernardini, decano dei fisici italiani e scienziato di fama internazionale, è morto il 22 giugno a Roma. Aveva 88 anni. Autore di preziosissime ricerche nel campo della fisica delle particelle subnucleari, aveva collaborato alla realizzazione del primo sincrotone presso il laboratorio nazionale di fisica nucleate (Infn). Pregevole è stato anche il suo impegno nella divulgazione, come direttore delle riviste «Sapere» e «Riforma della scuola». Fisico dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e professore emerito del dipartimento di fisica dell’università La Sapienza, Bernardini è stato protagonista della fisica italiana dall’inizio degli anni Sessanta, lavorando a fianco di pionieri come Edoardo Amaldi, Enrico Persico e Giorgio Salvini. Nei laboratori di Frascati dell’Infn, sotto la guida di Bruno Touschek, aveva contribuito a realizzare il primo “anello di accumulazione” (Ada) e, come detto, il primo sincrotone. Nato nel 1930 a Lecce, da dove, al termine degli studi classici, era partito alla volta di Roma, Bernardini aveva frequentato la facoltà di Fisica alla Sapienza, laureandosi nel 1952. Dopo aver lavorato ai progetti Ada e Adone, aveva insegnato prima a Napoli, dove dal 1969 al 1971 ebbe la cattedra di fisica generale, e poi a Roma, dove insegnò “Modelli e metodi matematici della fisica”. Autore di saggi e di lezioni pubbliche, Bernardini ha sempre sostenuto l’importanza della comunicazione della scienza. Fu attivo anche nell’ambito politico e sociale: nel 1976 era stato eletto in Senato come indipendente del partito comunista italiano, ed è stato poi tra i fondatori dell’Unione scienziati per il disarmo. Per lunghi anni, fino al 2013, aveva diretto «Sapere», la più antica rivista di divulgazione scientifica tra quelle attualmente pubblicate in Italia.

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