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È l’Umbria, non la Toscana

· Nel primo paesaggio delineato da Leonardo nel 1473 ·

La scoperta legittima l’ipotesi che il genio del rinascimento abbia ricalcato le orme di san Francesco

Può aver Leonardo ricalcato le orme di san Francesco? Il primo paesaggio delineato da Leonardo nell’agosto del 1473 è stato a lungo motivo di contesa: se non è un’invenzione, ma una ripresa dal vero, sono stati diversi i centri della val d’Arno e della val di Nievole via via candidati al riconoscimento della realtà presa a modello: in luoghi compresi tra Vinci, la campagna fiorentina e quella aretina non è mancato, nel corso del tempo, chi ha ritenuto di riconoscervi la veduta riprodotta in quel disegno. Ma da quella lunga serie di contrapposti pareri nessuno di essi si è rivelato davvero convincente.

Leonardo da Vinci, «Paesaggio con fiume»  (foglio 8 p recto del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi)

Il soggetto di quel disegno conservato al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi non è stato infatti ancora identificato in modo soddisfacente. Ma una soluzione al dilemma si profila adesso, con una solo apparente sottrazione della materia del contendere alla Toscana, la quale, in realtà, da questa novità non risulta penalizzata vedendo la sua influenza estesa alle regioni vicine.

Non poteva andare diversamente: sotto la guida di Antonio Paolucci e di Cristina Acidini, finalmente un riconoscimento plausibile è venuto dagli studi — ormai giunti alle fasi finali — di Luca Tomio, fondati sulla base di un’intuizione visiva legata a sue vicende familiari che hanno consentito una particolare freschezza di sguardo. Ha quindi cercato e trovato conferme a questa sua ipotesi. Nell’ambito di un confronto aperto e di un lavoro interdisciplinare ha potuto contare su un ampio ventaglio di competenze: i suoi studi sono infatti proseguiti con Miro Virili per le pertinenze idrauliche del paesaggio storico, con Vladimiro Coronelli paleografo esperto di storia locale e con l’interessamento sotto il profilo geologico di Carmelo Petronio. Tali approfondimenti sono stati condotti nell’Archivio segreto vaticano, in diversi Archivi di Stato e grazie alla diocesi di Terni-Narni-Amelia.

La nuova proposta consiste nell’ipotesi che siano da riconoscersi nel disegno di paesaggio con fiume di Leonardo forse la valle di Terni, le acque del Velino alla confluenza nel Nera, dunque la cascata delle Marmore. Se la corrispondenza dei singoli scorci riprodotti potrà essere ancora discussa, sin d’ora va tributato senz’altro il merito della serietà, del giudizio sintetico e analitico, di una sia pur veloce ricognizione dei precedenti tentativi di riconoscimento dei luoghi, dell’aver riportato all’attenzione una questione che pareva altrimenti consunta e senza sbocco, soprattutto nell’aver stabilito che con ogni probabilità si tratta di Umbria, in territorio di Terni, e non di Toscana. Su tutto questo si può certamente convenire, e le argomentazioni prodotte, fondate come sono su un sintetico studio comparativo di quanto sinora è stato prospettato al riguardo, paiono convincenti e ben documentate.

di Francesco Scoppola

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09 dicembre 2018

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