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È l’ora della riconciliazione

· Il cardinale Re inviato del Papa in Argentina ·

È assicurando «la presenza spirituale di Papa Francesco» alle celebrazioni per l’undicesimo congresso eucaristico argentino che il cardinale Giovanni Battista Re — nella veste di inviato speciale pontificio — ha iniziato la sua visita a San Miguel de Tucumán, giovedì 16 giugno, ricevendo anche le chiavi della città.

Il Papa, ha detto il cardinale incontrando le autorità, «con il suo esempio e il suo insegnamento sta guidando la Chiesa per i sentieri del Vangelo, con un’ammirevole dedizione che tanto entusiasmo ha risvegliato nella Chiesa e nel mondo intero». Qui, ha aggiunto, «sentiamo fermamente la sua vicinanza, perché conosciamo bene il suo amore per l’Eucaristia e per l’Argentina». Con l’inviato speciale del Papa — che domenica 19 giugno presiederà la messa di chiusura del congresso — erano presenti, tra gli altri, il nunzio apostolico monsignor Tscherrig, i cardinali argentini Villalba e Poli e monsignor Arancedo, presidente della Conferenza episcopale.

Il congresso eucaristico, ha fatto notare il porporato, «coincide con il bicentenario dell’indipendenza» del Paese. E «questi due secoli sono stati profondamente segnati dalla fede e dai valori morali e spirituali: in Argentina il Vangelo è stato la forza e l’ispirazione». Non sono mancati, ha ammesso, «momenti oscuri e dolorose, con problemi e divisioni tra fratelli, pagine tristi e tragiche che hanno causato una profonda e amara sofferenza a molti e le cui ferite continuano a essere aperte». Ma ora «è necessaria una vera riconciliazione degli argentini nella giustizia, nel perdono, nella serenità e nella pace: solo l’amore e la riconciliazione, che curano le ferite, possono condurre alla meta della giustizia e del progresso pacifico». Per questo, ha insistito, «si sente il bisogno di rafforzare la cultura del dialogo, dell’incontro, come dice Papa Francesco, nella solidarietà e nell’onestà».

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26 gennaio 2020

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