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È l’ora dei laici

· ​Nella vita dei popoli latinoamericani ·

ma sembra che l’orologio si sia fermato

Nella vita dei popoli latinoamericani «è l’ora dei laici», ma «sembra che l’orologio si sia fermato»: lo scrive Papa Francesco al cardinale Marc Ouellet in una lettera che raccoglie e approfondisce le riflessioni scaturite dalla plenaria della Pontificia commissione per l’America latina, presieduta dal porporato lo scorso marzo sul tema dell’«impegno dei laici nella vita pubblica». Tema che per il Pontefice esige dai pastori la capacità di «servire meglio il santo popolo fedele di Dio», evitando il rischio di teorizzazioni racchiuse appunto in «belle frasi che non riescono a sostenere la vita delle nostre comunità».

Giovani messicani durante l’incontro con il Papa lo scorso 16 febbraio

«Guardare al popolo di Dio è ricordare che tutti facciamo il nostro ingresso nella Chiesa come laici» afferma il Papa rammentando che «nessuno è stato battezzato prete né vescovo». Da ciò deriva che la Chiesa non può essere considerata «una élite dei sacerdoti, dei consacrati, dei vescovi»: deformazione che secondo Francesco alimenta la tentazione del «clericalismo» e provoca il soffocamento di quel «fuoco profetico di cui l’intera Chiesa è chiamata a rendere testimonianza».

Il Pontefice rileva che in America latina la «pastorale popolare» ha rappresentato «uno dei pochi spazi in cui il popolo di Dio è stato libero dall’influenza del clericalismo». Ed evidenzia che «la fede del nostro popolo, i suoi orientamenti, ricerche, desideri, aneliti, finiscono col manifestarci una genuina presenza dello Spirito». In questo senso va incoraggiata la presenza dei laici nella vita pubblica: questo «significa — ribadisce il Papa — impegnarci in mezzo al nostro popolo e, con il nostro popolo, sostenere la fede e la sua speranza». Con la consapevolezza che il laico impegnato non è solo quello che lavora «in cose dei preti» ma è anche a pieno titolo «il credente che molte volte brucia la sua speranza nella lotta quotidiana per vivere la fede».

«È illogico e persino impossibile — afferma Francesco — pensare che noi come pastori dovremmo avere il monopolio delle soluzioni per le molteplici sfide che la vita contemporanea ci presenta. Al contrario, dobbiamo stare dalla parte della nostra gente, accompagnandola nelle sue ricerche e stimolando quell’immaginazione capace di rispondere alla problematica attuale».

La lettera di Papa Francesco  

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19 gennaio 2018

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