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E lo chiamavano
Papa di provincia

· Nella monografia di Romanato si recupera il vero Pio X fuori dalle ideologie ·

Un Papa passato alla storia per il suo catechismo, ma che da giovanissimo cappellano scrisse un dialogo catechistico per promuovere socialmente la classe contadina, inculcando principi di galateo, di economia e igiene domestica, di puericultura. 

Uno degli incontri con i romani che Pio X ebbe nel cortile di San Damaso in Vaticano

Lo scrive Alejandro Mario Dieguez sottolineando che Pio X è stato un Papa ritenuto “culturalmente impreparato”, ma che da giovanissimo cappellano aveva il permesso di leggere e conservare libri proibiti dalla Congregazione dell’Indice per poterli confutare dal pulpito e nel confessionale. Un Papa “di provincia”, continua Dieguez, accusato di “trasformare la barca di Pietro in una gondola”, ma che in realtà ha dotato la Chiesa di un corpus giuridico all’avanguardia e aggiornato la formazione dei sacerdoti alle esigenze del Novecento.

Un Papa adottato ad emblema del tradizionalismo, ma che rivoluzionò in chiave pastorale l’assetto delle diocesi italiane, Roma compresa, e la stessa curia romana rimasta ferma alle strutture ed esigenze dello Stato Pontificio. Non a caso, nei primi suoi appunti per la riforma della Curia romana il dicastero che poi avrebbe ricevuto il nome di Congregazione per la disciplina dei sacramenti era stato da lui denominato Congregazione del Matrimonio, con la chiara intenzione di imprimere un’accelerazione alla soluzione di questioni così delicate come quelle matrimoniali.

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18 gennaio 2020

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