Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

È l’abbandono la malattia più grave

· Messaggio di Papa Francesco per i venti anni della Pontificia Accademia per la Vita ·

La più grave privazione che un anziano può subire «non è l’indebolimento dell’organismo e la disabilità che ne può conseguire, ma l’abbandono, l’esclusione, la privazione di amore». 

Lo scrive Papa Francesco nel messaggio inviato al presidente della Pontificia Accademia per la vita in occasione dell’assemblea generale che si tiene dal 19 al 22 febbraio, nel ventennale dell’istituzione dell’organismo. E Adriano Pessina, nella relazione di apertura del simposio promosso dall’Accademia sul tema «Invecchiamento e disabilità», sottolinea: «La vecchiaia malgrado il proliferare di ricerche e discipline che ne fanno oggetto di studio, è ancora oggi censurata perché non abbiamo una precisa idea di come debba essere questo tempo specifico dell’uomo. La vecchiaia in sé pone lo stesso interrogativo che emerge in altre fasi della vita: quella del senso dell’esistenza. Ma, a fronte della memoria del proprio lungo passato, si fa più acuta per l’uomo la questione di come vivere mantenendo il senso della progettualità esistenziale e della speranza: qui si affaccia il difficile rapporto che lega, e quasi contrappone, l’idea del compimento dell’umano con quella del decadimento».

Il testo del messaggio pontificio

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 gennaio 2020

NOTIZIE CORRELATE