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È la grazia il distintivo del cristianesimo

«Per quanto grandi siano le difficoltà e le prove che incontriamo, Iddio non ci abbandona mai, anche quando, nelle nostre società secolarizzate, si ha la sensazione che siano diminuiti il gusto e l'esperienza delle cose divine e si registra ogni giorno una più grande decadenza di uomini e di costumi». È questa per il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, l'attualità del messaggio della festa dell'Immacolata Concezione. Lo ha spiegato mercoledì 8 dicembre, durante la messa celebrata nella cattedrale di Macerata. «Dinanzi all'oscuramento delle virtù — ha aggiunto — brilla con ancor più singolare luminosità il candore della Vergine Maria, la sola creatura che sia venuta in questo mondo senza macchia». Secondo il cardinale Bertone «l'odierna festa ha proprio questo messaggio da comunicarci: ci ricorda che la grazia è il distintivo del cristianesimo; non è una dottrina o un'idea, ma prima di tutto una realtà che trasforma la nostra esistenza». E questa grazia è quella che «abbiamo ricevuto nel Battesimo» ed «è la ragione principale della nostra gioia e del nostro coraggio».

Il porporato è stato invitato nell'ambito delle iniziative promosse dalla comunità marchigiana per i 400 anni dalla morte di padre Matteo Ricci, il missionario gesuita che ha evangelizzato la Cina. Nell'occasione il segretario di Stato — che ha portato ai fedeli, presenti numerosi nel tempio dedicato a san Giuliano, la benedizione del Papa — ha anche ricordato i festeggiamenti dei 120 anni dell’Opera salesiana in città e ha assistito alla promessa solenne di sei giovani neo-cooperatori, che hanno offerto l'impegno spirituale e apostolico al seguito di don Bosco.

Insieme con il porporato hanno concelebrato il vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, monsignor Claudio Giuliodori, l’arcivescovo di Camerino - San Severino Marche, monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, il direttore del locale istituto salesiano don Dalmazio Maggi e il preside don Cesare Orfini. Rivolgendosi in particolare ai confratelli della sua famiglia religiosa e ai trecento giovani della struttura salesiana presenti alla messa, il cardinale Bertone ha confidato che «Benedetto XVI conosceva già da bambino la storia di don Giovanni Bosco: mi ha spiegato che a raccontargliela era stato il padre». Quindi, ricollegandosi alla festa liturgica, ha messo in relazione il «sì» della ragazza di Nazareth con quello dei tanti uomini e delle tante donne che ancora oggi rispondono affermativamente alla chiamata del Signore, offrendo una collaborazione libera e feconda per realizzare il suo piano d'amore. «Ognuno — ha detto — è chiamato per svolgere una missione. Ogni età, ogni professione può diventare sorgente di vita e di salvezza». Come accade nella famiglia salesiana — ha concluso — attraverso la vocazione dei cooperatori «chiamati a realizzare il loro apostolato in primo luogo attraverso gli impegni quotidiani, portando comunque un'attenzione privilegiata ai giovani, promuovendo e sostenendo la famiglia, attuando la dottrina sociale e l'attività missionaria della Chiesa».

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19 settembre 2019

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