Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

È il nichilismo la vera emergenza educativa

· Per la festa di sant’Agata il cardinale Bertone a Catania ·

La «speciale benedizione» del Papa come segno dell’attenzione della Chiesa verso il Sud d’Italia. Latore il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone ieri, domenica 5 febbraio, a Catania per presiedere la celebrazione della patrona sant’Agata. Una benedizione — ha precisato il cardinale incontrando i giornalisti poco prima dell’inizio del rito — «per il Sud credente che si rinnova, che cerca di convivere con tutte le difficoltà che ci sono, ma con l’impegno particolare che contraddistingue le comunità cristiane, la vita buona del Vangelo».

Il porporato ha poi ricordato le origini dei suoi personali legami con la santa patrona. «La festa di sant’Agata — ha detto — l’avevo già celebrata in piccolo anche in Piemonte, quando ero arcivescovo di Vercelli, città legata con Catania e con la sua patrona sin dal settimo secolo. Oggi però trovarmi qui, accarezzati dalla pioggia, davanti a questa straordinaria manifestazione di fede di un popolo credente che non ha mai cessato di proclamare la sua testimonianza a Cristo e il suo amore alla patrona, è per me un onore e una gioia». È anche un’occasione, ha concluso, per portare «al popolo di Catania, e a quello di tutta la Sicilia, la vicinanza, il saluto e la benedizione di Benedetto XVI».

Numerosissimi i fedeli presenti nella cattedrale della città etnea, dove sono custodite le reliquie della vergine e martire Agata. Il segretario di Stato ha concelebrato con i vescovi siciliani, tra i quali il cardinale arcivescovo di Palermo Paolo Romeo, e l’arcivescovo di Catania Salvatore Gristina. Tra i concelebranti anche il vescovo Giuseppe Sciacca, segretario generale del Governatorato della Città del Vaticano, originario di Acireale.

L’educazione alla vita buona, il ruolo dei giovani, l’importanza della famiglia e delle agenzie educative: sono i quattro spunti tratti dal cardinale Bertone dalla storia personale di sant’Agata per proporre la riflessione all’omelia. Dopo aver spiegato le letture della messa, il porporato ha riproposto l’attualità del messaggio della patrona. «Agata — ha detto in particolare — con la sua vita e il suo martirio, parla anche oggi», soprattutto di quella «vita buona» che trova fondamento nel Vangelo. «Educare alla vita buona del Vangelo — ha precisato — è la priorità della Chiesa italiana in questo decennio. Molto opportunamente, il programma dei festeggiamenti agatini di quest’anno ruota attorno al tema dell’emergenza educativa».

Considerata la giovane età di Agata «uno speciale pensiero è perciò rivolto ai giovani. Essi — ha aggiunto il cardinale — oggi vivono un diffuso malessere, non solo per le normali crisi esistenziali legate all’età, ma anche perché un ospite inquietante penetra nelle loro anime: il nichilismo. La vera "emergenza educativa" è la domanda impellente e la grande sofferenza dei nostri giovani di fronte allo scollamento della libertà dalla verità e alla difficoltà di tenere uniti affetti e relazioni, domande di senso e quotidianità».

L’impressione è quella di essere alle soglie di un tempo propizio per un nuovo inizio. «Occorre, però, ravvivare il coraggio, anzi la passione per educare rendendo ogni luogo frequentato dalle nuove generazioni uno spazio educativo».

Il segretario di Stato si è poi soffermato sulle responsabilità di quanti sono chiamati a educare i giovani. «In prima fila in questa sfida — ha detto — si trova naturalmente la famiglia». Per i genitori, l’educazione è un compito essenziale, una missione connessa alla trasmissione della vita; un compito originale e primario rispetto a quello di altri soggetti; insostituibile e inalienabile, nel senso che non può essere delegato ad alcuno. «Molti genitori — ha notato — soffrono oggi un senso di solitudine, di inadeguatezza e, addirittura, di impotenza. Occorre ritrovare un’autorevolezza in grado di valutare e orientare, sostenere le decisioni fondamentali dicendo anche dei “no”, per educare alla libertà, alla capacità di discernere il bene dal male».

C’è poi bisogno di educatori adulti capaci di restituire ai giovani la capacità di sognare; capaci di spendersi per la loro felicità. Il cardinale ha citato san Giovanni Bosco e le sue «parole convincenti» per annunciare una santità semplice e attraente.

Infine il celebrante ha ribadito la necessità della presenza «di parrocchie e di associazioni che sappiano fare della relazione il luogo dell'incontro, lo spazio attraverso cui passano i valori, di cui Dio è il fondamento».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE