Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Dura repressione
dopo le elezioni congolesi

· Cinque morti in manifestazioni contro Tshisekedi ·

Mentre i sostenitori di Felix Tshisekedi, designato ieri nuovo presidente della Repubblica Democratica del Congo dalla commissione elettorale, hanno festeggiato nelle strade di Kinshasa, la sua roccaforte, si fanno già sentire le veementi proteste dell’altro sfidante di Joseph Kabila, Martin Fayulu, contro il «colpo di stato elettorale», un’opinione condivisa dalla Chiesa locale, Francia, Belgio e dalla maggioranza dei commenti internazionali.

I sostenitori di Tshisekedi festeggiano nelle strade di Kinshasa (Afp)

Purtroppo non sono mancati i primi segni di disordini, in particolare a Kikwit, all’ovest del paese, dove almeno cinque persone sono morte dopo la repressione per la contestazione dei risultati. La sede della radiotelevisione nazionale a Kikwit è stata saccheggiata da manifestanti. A Kisangani, nel nord est del paese, i sostenitori di Fayulu, riuniti per esprimere la loro indignazione, sono stati dispersi dalle forze dell’ordine che hanno fatto uso di gas lacrimogeni. Dopo l’appello di ieri delle Nazioni Unite che avevano preso atto del risultato provvisorio auspicando che la sua verifica avvenisse pacificamente attraverso la via istituzionale, anche gli Stati Uniti hanno invitato la Repubblica Democratica del Congo a mantenere la calma mentre il processo elettorale continua e chiesto «chiarimenti sul conteggio elettorale». Il dipartimento di stato ha tuttavia sottolineato «l’importanza della decisione del presidente Joseph Kabila di rispettare il termine del suo mandato conformemente alla Costituzione e di passare il potere al suo successore».

Le prime parole dai toni concilianti di Felix Tshisekedi sono state rivolte a Joseph Kabila, considerato non più avversario ma «partner di alternanza democratica». «Sarò il presidente dei congolesi che mi hanno eletto così come di quelli che non mi hanno eletto», ha proseguito rivolgendosi ai sostenitori degli altri candidati. Tuttavia in questi ultimi giorni circolavano voci di un riavvicinamento tra Tshisekedi e Kabila.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 gennaio 2019

NOTIZIE CORRELATE