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Duemila persone
bloccate a Kanaye

· Il villaggio siriano occupato dai miliziani ·

Damasco, 16. Gli oltre duemila abitanti del villaggio cristiano di Kanaye, in Siria, nel governatorato di Iblid, sono da sabato sera in ostaggio di miliziani del gruppo islamista Al Nusra, composto nella quasi totalità da stranieri, che hanno occupato il centro abitato sabato sera. 

Un uomo è riuscito a mettersi in contatto con il vicario apostolico emerito di Aleppo, vescovo Giuseppe Nazzaro, il quale attraverso l’Ansa ha lanciato l’allarme. «Temiamo — ha detto il presule — che la popolazione sia costretta a fuggire in massa o a convertirsi all’Islam se non vuol essere trucidata». Secondo le informazioni ricevute da monsignor Nazzaro, i miliziani islamisti sono entrati nel villaggio, ubicato sulla sponda del fiume Oronte, e hanno impedito al parroco di suonare le campane per avvertire del pericolo i compaesani. Poi hanno bloccato le vie di accesso e ordinato alla popolazione di adeguarsi alla legge coranica.

Nella regione di Idlib, prima che scoppiasse la guerra, vivevano 60.000 cristiani. Già lo scorso anno, gruppi di fondamentalisti avevano conquistato un altro villaggio della zona, Ghassanieh, costringendo la popolazione civile cristiana a fuggire, sotto minaccia di morte. In quell’occasione, intere famiglie avevano abbandonato le case e tutti i loro beni nel giro di una notte. I ribelli, dopo aver saccheggiato abitazioni e luoghi sacri, avevano trasformato l’abitato in una loro roccaforte. Dall’inizio del conflitto, su oltre due milioni di cristiani siriani, circa 500.000 hanno lasciato il Paese, mentre altre centinaia di migliaia sono profughi all’interno della Siria.

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22 febbraio 2020

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