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Duemila morti che chiedono giustizia

· ​Sono i migranti e i rifugiati che attraversano il Mediterraneo per arrivare in Europa alla ricerca di un futuro ·

Migranti alla deriva soccorsi da una nave del meccanismo europeo di salvataggio (Reuters)

Il numero di migranti e rifugiati morti nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno sfiora ormai i duemila. Lo ha annunciato oggi a Ginevra l’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) in occasione della giornata mondiale del rifugiato e del migrante. Dall’inizio del 2017 al 18 giugno, l’Oim ha registrato un totale di 81.292 arrivi via mare in Europa (circa l’85 per cento dei quali in Italia) e 1985 morti, riferisce l’agenzia dell’Onu in una nota pubblicata a Ginevra.

Dopo gli incidenti degli ultimi giorni, l’Oim osserva che «il totale dei morti quest’anno nel Mediterraneo si avvicina ai duemila e che avrà superato tale soglia se si confermano notizie dalla Libia di nuovi naufragi. Sebbene il dato sia inferiore al numero di decessi registrati nello stesso periodo dello scorso anno (2911) si tratta del quarto anno consecutivo a registrare un numero di migranti morti nel Mediterraneo superiore ai duemila».

E infatti, sono di queste ultime ore le notizie circa una possibile nuove strage di migranti al largo della Libia. Sopravvissuti a un naufragio, successivamente tratti in soccorso, hanno parlato di almeno 126 dispersi. Il gommone — ha spiegato il portavoce dell’Oim, Flavio Di Giacomo riferendo il racconto di due sudanesi sopravvissuti — era partito qualche giorno fa dalla Libia. Dopo qualche ora di navigazione è stato però raggiunto da trafficanti libici che hanno rubato il motore. Il natante ha così cominciato a imbarcare acqua ed è affondato. Dei 130 passeggeri solo in quattro erano vivi quando un barcone di pescatori libici è arrivato in zona e li ha salvati. Intanto, oggi, in occasione della giornata mondiale del rifugiato e del migrante, il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha dichiarato: «La ricorrenza della giornata mondiale del rifugiato ci offre l’occasione per riflettere sul dramma di migliaia di uomini, donne e bambini costretti a fuggire da guerre e da situazioni di gravissima crisi.

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20 luglio 2019

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