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Duello tra Atene e Bruxelles

· Alla vigilia della riunione dell’Eurogruppo ·

Non si placa la tensione tra Grecia e creditori alla vigilia dell’attesa riunione dell’Eurogruppo. La situazione è sempre più grave, con il negoziato fermo e scambi di accuse tra istituzioni.

Il presidente della Commissione europea  Jean-Claude Juncker (a sinistra)  con il premier  greco Alexis Tsipras (Reuters)

Ma l’impasse nelle trattative si è trasformata ieri in un duello a distanza tra Atene e Bruxelles che ha drasticamente ridotto le speranze di trovare un’intesa all’Eurogruppo in Lussemburgo, dove ci saranno anche il direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, e il presidente della Bce, Mario Draghi. A sferrare il primo attacco è stato il premier greco, parlando al Parlamento: secondo Alexis Tsipras, i creditori stanno chiedendo ad Atene di accettare una soluzione che non solo non risolve il problema, «ma riporta l’economia in recessione». Il Fondo monetario non si muove dalle richieste di austerità — ha spiegato ai deputati — e l’Ue non è disposta a parlare del debito. Una situazione che potrebbe portare Atene a non pagare gli 1,6 miliardi di euro all’Fmi a fine mese, decretandone quasi certamente il default. Se per il premier greco «il vero negoziato comincia ora», per l’Europa invece sta finendo, e pure molto male: «Incolpo il Governo di Atene perché racconta al pubblico cose che non sono state proposte dalla Commissione», ha attaccato il presidente Juncker. Ma per il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, non ci sono margini per altre concessioni nei confronti dei creditori: «La Grecia si vincolerà alle misure proposte soltanto se l’Europa acconsentirà a una ristrutturazione del debito, a investimenti e alla fine della crisi di liquidità».

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23 agosto 2019

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