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​Duecento feriti nelle manifestazioni a Caracas

· ​Non si ferma la crisi sociale e politica in Venezuela ·

Tensione senza fine in Venezuela. Oltre duecento persone, tra cui alcuni esponenti di spicco dell’opposizione antichavista, sono rimaste ferite nelle ultime ore, mentre non si fermano le manifestazioni di piazza contro il governo del presidente Nicolás Maduro e il suo progetto di riscrivere la costituzione. 

Henrique Capriles, già candidato alla presidenza della repubblica contro lo stesso Maduro, ha denunciato ieri un’aggressione nei suoi confronti e contro i suoi collaboratori da parte della guardia nazionale. Il fatto — riferisce la stampa locale — è avvenuto al termine di manifestazioni interrotte dalle forze dell’ordine, nel pieno centro di Caracas, con idranti e gas lacrimogeni. Capriles ha raccontato di essere stato colpito in faccia e derubato, insieme a quanti si trovavano con lui. Per oggi è stata indetta una nuova marcia di protesta verso il ministero dell’interno.
Le forze di sicurezza venezuelane hanno disperso con l’uso di gas lacrimogeni e idranti la manifestazione convocata dalle opposizioni. La guardia nazionale e la polizia hanno bloccato l’accesso alle strade con mezzi blindati prima che potessero essere invase da migliaia di persone che intendevano ricordare le decine di morti di questi due mesi di incidenti. Quasi contemporaneamente un centinaio di sostenitori del presidente Maduro hanno inscenato una manifestazione di sostegno al governo e alla sua decisione di istituire un’assemblea costituente per riscrivere la carta costituzionale.
E sempre ieri il presidente Maduro è intervenuto spiegando che l’assemblea costituente che ha convocato «può fare quello che vuole», e varare leggi costituzionali «alle quali dovranno ubbidire tutte le istituzioni, comprese le procure e i tribunali». Durante il suo consueto programma televisivo settimanale, Maduro ha difeso il suo progetto di riforma costituzionale, sottolineando che si tratterà di «una costituente del cambiamento rivoluzionario», che disporrà del «potere supremo per lottare contro la corruzione» e «aprire una nuova fase della rivoluzione bolivariana». La settimana scorsa, il governo di Caracas ha consegnato al Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) la regole in base alle quali funzionerà la costituente, e l’organismo ha già disposto che la selezione dei suoi membri si effettuerà nel prossimo mese di luglio. Numerosi giuristi — inclusi due magistrati della Corte Suprema e la procuratrice generale Luisa Ortega Díaz, eletti dal parlamento quando era controllato da una maggioranza chavista — hanno criticato la riforma proposta da Maduro, considerandola antidemocratica perché non prevede un voto popolare, nazionale e diretto, né sulla convocazione della costituente né per ratificare le riforme che essa potrà varare.

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19 marzo 2019

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