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Due volte sopravvissuto

· «La notte più buia» della scrittrice tedesca Monika Held ·

Come continuare a vivere, a guerra conclusa, con il ricordo quotidiano degli orrori inenarrabili vissuti, compiuti dall'uomo sull'uomo? Come convivere in tempo di pace accanto all'aguzzino più mostruoso tornato - dopo la parentesi dell’orrore - il panettiere, il postino, l’uomo qualunque che era prima? E come si fa a stare vicino, ad amare quel testimone che non riesce, nonostante tutti i suoi sforzi, a uscire dal campo di Auschwitz? È questo il centro del romanzo della scrittrice tedesca Monika Held, La notte più buia (Vicenza, Neri Pozzi Editore, 2013, pagine 284, euro 16,50), recensito da Giulia Galeotti, che ha al suo centro la Shoah, ma che diventa tristemente paradigmatico ponendo in campo il problema della convivenza successiva agli scontri fratricidi. Il secolo scorso, la ferita della Germania; ieri, il dramma dello Sri Lanka; oggi quello della Siria.

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