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Due gesti significativi per i cattolici del Galles

· Durante il viaggio del Papa nel Regno Unito ·

Il 7 febbraio 1916, durante l'orrore e la devastazione della prima guerra mondiale, Benedetto XV pubblicò la lettera apostolica Cambria, celtica che avrebbe influenzato profondamente il futuro della Chiesa cattolica nel Galles. In essa affermava che il Galles è una nazione distinta che deve le sue origini alla fede cristiana, giunta in questa terra ai tempi dei romani. I suoi primi martiri furono i santi Giulio e Aronne nel 304, soldati romani uccisi a Caerleon, vicino alla moderna Newport, Gwent.

Com'è noto, il programma dell'imminente viaggio di Benedetto XVI nel Regno Unito non prevede una visita in Galles, come invece avvenne nel 1982, quando Giovanni Paolo II celebrò la messa nel centro di Cardiff per migliaia di cattolici e poi incontrò i rappresentanti della gioventù cattolica del Galles e dell'Inghilterra al Ninian park prima di tornare a Roma. Comprendiamo che questo viaggio ha una logistica e dei tempi differenti. E il dispiacere dovuto al fatto che Benedetto XVI non possa venire da noi nel Galles mostra chiaramente l'amore e il rispetto per il Papa condivisi da molti gallesi, inclusi cristiani di altre denominazioni.

Tuttavia, dato che il Papa non verrà nel Galles, allora saranno i gallesi ad andare da lui. Dopo la messa nella cattedrale di Westminster, Benedetto XVI compirà due gesti che lasceranno una testimonianza indelebile della sua considerazione nei nostri confronti.

Innanzitutto, benedirà un mosaico, commissionato di recente, raffigurante san David, patrono del Galles. Canonizzato da Papa Callisto ii nel 1120, egli visse nel sesto secolo e contribuì a forgiare una nazione cristiana fin dalla sua nascita. La fede cristiana, alimentata da san David e dai suoi seguaci, monaci celtici, trasformò i secoli bui nell'età dei santi in Galles, in Irlanda e in Bretagna.

Il mosaico nella cattedrale ricorda che la nostra comune eredità cristiana è il fondamento dell'Europa moderna. Il suo messaggio semplice, ma profondo, risuona ancora oggi: «Siate gioiosi, serbate la fede e siate fedeli alle piccole cose». Queste piccole cose di amore e di servizio sono la sostanza dell'umanità e sono importanti oggi quanto allora.

Il Galles moderno, con il suo nuovo governo che è responsabile di molti aspetti importanti della vita, ha bisogno di ricordare la fede cristiana che insegna i valori autentici necessari alla prosperità umana.

Nella città di Cardigan, situata nella parte occidentale del Paese, quel messaggio è proclamato a gran voce e con chiarezza nel nostro santuario mariano nazionale di Nostra Signora del Taper. La moderna statua di Maria, Madre di Dio, la ritrae mentre ci presenta il suo Bambino e tiene una candela nella mano destra. Il simbolismo è tanto evidente quanto incisivo. Gesù è la luce del mondo, Maria, sua madre, ce lo presenta quale modello di vita umana. Grazie alla sua luce vediamo il nostro cammino attraverso le tenebre che minacciano di inghiottirci.

Qualsiasi visitatore del Galles resterà colpito dal numero di località chiamate Llanfair, che significa «luogo santo di Maria». La toponomastica del Galles è una testimonianza forte dell'amore del popolo gallese per la Madonna da molti secoli e il nostro santuario nazionale possiede molti elementi di bellezza e di amore che collegano il passato al presente.

La seconda azione simbolica del Papa sarà appunto l'accensione della candela della statua di Maria, come invito a conoscere suo Figlio che è la luce del mondo. Quando la statua tornerà a Cardigan sarà una testimonianza permanente dell'amore di Benedetto XVI per la Madre di Dio nonché del fatto che il Galles è andato fino a Westminster per rafforzare il legame con il Papa, in un modo che esso rechi frutto per i pellegrini delle generazioni future.

La Chiesa cattolica nel Galles affronta alcune sfide comuni ad altre diocesi della Gran Bretagna. In tutti i dibattiti sul futuro della Chiesa emergono invariabilmente due temi: il numero esiguo di sacerdoti disponibili e l'amore dei nostri giovani verso la Chiesa.

Abbiamo affrontato queste sfide già in passato. Il vescovo Hedley di Newport scrisse nella sua prima lettera pastorale del 1881 che «le chiese si sono moltiplicate, ma i più giovani non le riempiono; scuole sono sorte ovunque, ma i bambini che ne escono, per la maggior parte, sono per noi persi nel momento stesso i cui li perdiamo di vista».

Nel senso della storia troviamo un grande aiuto per rispondere alle sfide del presente. Nelle parrocchie delle tre diocesi gallesi — Cardiff, Menevia e Wrexham — ci sono numerosi sacerdoti, diaconi e religiosi che testimoniano con gioia e generosità il Vangelo. Molti dei nostri giovani sono di ispirazione per tutta la Chiesa. Le scuole cattoliche sono comunità di fede prospere. I laici, pur riconoscendo che la loro vocazione primaria è testimoniare Cristo nella vita quotidiana, sono pronti ad accettare una maggiore condivisione con il clero nel sostenere e sviluppare la vita parrocchiale.

Abbiamo affrontato le sfide legate alla tutela dei giovani e dei più deboli. Come in altre parti della Chiesa in Gran Bretagna, i nostri rapporti con altre Chiese e confessioni sono fecondi anche nell'annunciare il Vangelo alla società secolare.

La Chiesa cattolica nel Galles non è più considerata come una missione irlandese o italiana, ma, grazie all'opera del vescovo Mullins e di altri, è accettata come parte della vita del Paese, anche da coloro che sono di lingua celtica. Siamo anche grati a quei sacerdoti e religiosi che sono giunti da altre nazioni per aiutarci nelle nostre parrocchie.

Due nuovi vescovi saranno presto designati all'arcidiocesi di Cardiff e alla diocesi di Wrexham, aprendo così un nuovo capitolo nella storia della Chiesa cattolica nel Paese, chiamata ad annunciare il Vangelo nel Galles secolarizzato.

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