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Due colombe
in volo verso l’Ararat

· I dettagli del quattordicesimo viaggio apostolico ·

Affacciati dal monastero di Khor Virap, di fronte al biblico monte Ararat, Francesco e Karekin II libereranno due colombe come auspicio di pace. Sarà questa l’immagine conclusiva del viaggio in Armenia dal 24 al 26 giugno. La prima tappa del viaggio che il Papa farà da qui alla fine settembre nella regione caucasica — e che lo porterà anche in Azerbaigian e in Georgia — ha una decisa impronta ecumenica. L’abbraccio con il catholicos della Chiesa apostolica armena rafforzerà il legame e il dialogo esistenti e, insieme alla vicinanza e all’incoraggiamento portati alla minoritaria comunità degli armeni cattolici, sosterrà il comune impegno di tutti i cristiani per la pace, in particolar modo nel Medio oriente.

L’Ararat visto dal monastero di Khor Virap

Sono questi i temi portanti del quattordicesimo viaggio internazionale di Francesco, i cui dettagli sono stati illustrati martedì 21 giugno nella Sala stampa della Santa sede dal direttore padre Federico Lombardi.

Il Pontefice partirà nella mattina di venerdì 24 giugno dall’aeroporto di Fiumicino per raggiungere, intorno alle 15, dopo quattro ore di volo, l’aeroporto internazionale di Yerevan. La capitale armena sarà una delle tre città toccate dal Papa nel corso della sua visita: qui avrà nel pomeriggio dell’arrivo l’incontro con il presidente della Repubblica, le autorità e la società civile nel palazzo presidenziale; qui, nella mattina di sabato, Francesco renderà omaggio alle vittime del Metz Yeghérn, con la preghiera insieme a Karekin ii nel memoriale di Tzitzernakaberd, e, quindi, nel tardo pomeriggio, in piazza della Repubblica, parteciperà, sempre insieme al catholicos, a quello che si preannuncia come l’appuntamento che registrerà la maggiore affluenza di persone (se ne prevedono almeno 50.000): l’incontro ecumenico e la comune preghiera per la pace.

Il luogo dell’ospitalità e della fraternità sarà Etchmiadzin, la cittadina a pochi chilometri da Yerevan che è il cuore, centro amministrativo e religioso della Chiesa apostolica in Armenia e per le comunità della diaspora. La cattedrale della Santa Etchmiadzin (che significa “Lì dove è disceso l’Unigenito”) sarà la prima meta di Francesco subito dopo aver toccato il suolo armeno. A Etchmiadzin, negli appartamenti del palazzo Apostolico, il Papa sarà ospite, per tutta la durata della visita, di Karekin ii e nel piazzale di san Tiridate parteciperà alla divina liturgia celebrata dal catholicos.

Sabato 25 giugno il Pontefice si recherà nella città di Gyumri, sede dell’arcivescovo cattolico, dove celebrerà la messa in piazza Vartanants — una novità per gli armeni che celebrano solo all’interno delle chiese — e visiterà le cattedrali cattolica e apostolica oltre all’orfanotrofio geestito dalle suore armene dell’Immacolata Concezione.

«Tutti gli armeni, cattolici e apostolici, aspettano Papa Francesco come una benedizione», ha detto durante la conferenza stampa monsignor Antranig Ayvazian, che insegna all’università di Yerevan e che ha sottolineato che nel Paese «il nome di Francesco è percepito come una chiave di gioia e di speranza per il futuro dell’Armenia».

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