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Cognomi italiani per due ricette diverse

· Con le primarie si è aperta in Argentina la corsa alla Casa Rosada ·

L’avvio formale delle presidenziali di ottobre è stato sancito con le elezioni primarie in Argentina di ieri, domenica 9. L’attuale governatore della provincia di Buenos Aires, il peronista Daniel Scioli, si è imposto, avvicinandosi al 39 per cento dei voti e partendo in vantaggio nella corsa che porta alla Casa Rosada. 

Operazioni in un seggio di Buenos Aires (Reuters)

Dietro di lui, con un distacco di sei, sette punti, si è classificata Cambiemos. La vittoria di Scioli, unico candidato del Fronte per la vittoria del partito di governo, non è una sorpresa, così come non lo è il secondo posto di Cambiemos, la coalizione di centrodestra di Mauricio Macri, sindaco uscente della Capital Federal, Buenos Aires, che ha imposto la sua candidatura rispetto a quella dei due concorrenti interni, il radicale Ernesto Sanz e la centrista Elisa Carrió.

Dopo otto anni di Governo di Cristina Fernández queste elezioni sono interpretate, anche come una valutazione complessiva dell’operato del governo dei Kirchner. «Ogni volta che ci sono state le elezioni, dal 1983 fino a oggi, specialmente per le presidenziali, il Paese è sempre stato in un contesto complicato. Ora siamo in una situazione mai vista prima: gli argentini possono votare con grande tranquillità» ha affermato Cristina Fernández prima di recarsi alle urne. Quello di ieri è stato di fatto un pre-primo turno delle elezioni vere e proprie. Di turni, la legge elettorale argentina ne prevede già due nel caso in cui nessun candidato a ottobre ottenga almeno il 45 per cento dei voti (o il 40 per cento con più del 10 per cento di scarto dal secondo) al primo turno. Con le primarie, i turni possono diventare in sostanza tre. Scrutinato il 90 per cento dei voti, Scioli può contare sul 37,9 per cento delle preferenze, a fronte del 30,7 di Macri: il primo turno delle presidenziali in programma il 25 ottobre sarà quindi di fatto una partita tra Scioli e Macri. Forse è questo il dato più significativo della giornata elettorale: la nascita di fatto di un bipolarismo politico che mette a confronto due proposte molto diverse tra loro. Secondo i principali analisti argentini, la popolarità e le speranze di vittoria di Scioli alle elezioni di ottobre sono tutte fondate sulla popolarità di Kirchner. Sulla base dei risultati emersi dalle primarie, il candidato peronista è infatti vicino al 40 per cento, ma Macri potrebbe a sua volta raccogliere sia i voti andati complessivamente a Cambiemos sia il sostegno di altri partiti del fronte anti-kirchnerista, puntando così al ballottaggio, eventualmente in programma il 22 novembre.

di Silvina Pérez

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14 ottobre 2019

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