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​Droga
emergenza nazionale

· ​Documento della commissione episcopale argentina sulle dipendenze ·

Buenos Aires, 8. Neanche un ragazzo in meno per colpa della droga: lo chiede la Commissione nazionale per la pastorale delle dipendenze e della tossicodipendenza, organismo in seno alla Conferenza episcopale argentina, in un comunicato intitolato appunto Emergencia nacional: ni un pibe menos por la droga, nel quale si sollecitano le autorità a dichiarare «l’emergenza nazionale per le dipendenze» in modo da evitare la morte di altri giovani a causa del consumo di sostanze stupefacenti. 

Al contempo si chiede che vengano ascoltate quelle famiglie che hanno, in particolare, bambini bisognosi di cure a base di cannabis, pur ribadendo un fermo rifiuto delle «politiche liberali che reclamano il diritto di coltivare, detenere o consumare droghe».

La commissione — guidata da padre José María “Pepe” Di Paola e costituita dai delegati diocesani di tutto il paese — esprime «grande preoccupazione per il momento che attraversa la nostra patria» in tema di tossicodipendenza. «Non è questione di questo o di un altro governo ma di un problema che sta crescendo e, come una spirale, avanza approfondendo il deterioramento della vita dei nostri giovani e distruggendo il tessuto sociale. Ogni giorno vengono nelle nostre parrocchie e istituzioni presenti sull’intero territorio nazionale, nei paesi e nelle città, molti ragazzi che hanno perso la propria libertà per la mancanza di senso e opportunità e sono rimasti intrappolati nelle reti del consumo di droga, legale e illegale. Accompagniamo la sofferenza delle loro famiglie e persone care», si legge nella nota, precisando che «questo accade anche nelle cittadine più piccole, nelle quali per poter vedere uno psicologo o uno specialista in salute mentale occorre viaggiare per cento o duecento chilometri».
 

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