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Drammatico divario nell’accesso all’istruzione

· L’Onu chiede 10 miliardi per assicurare il diritto allo studio a tutti i bambini ·

Una scuola in Africa (Unicef)

Le Nazioni Unite, la Banca mondiale e quattro banche di sviluppo regionali hanno lanciato un progetto per raccogliere 10 miliardi di dollari per sostenere l’istruzione in tutto il mondo, di fronte al crescente divario nell’accesso alla scuola. Il piano è stato presentato, ieri, in una conferenza stampa presso la sede centrale delle Nazioni Unite a New York e viene sostenuto dalla Banca interamericana di sviluppo, la Banca africana di sviluppo, la Banca asiatica di sviluppo e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers). L’obiettivo è quello di fornire istruzione primaria e secondaria per tutti i bambini, con un piano d’azione che assicuri risultati già entro il 2030.

Circa 260 milioni di bambini non vanno a scuola, di cui dieci milioni sono rifugiati. È quanto denuncia la commissione educativa Onu istituita nel 2015 per aumentare gli investimenti in questo settore. Se questa tendenza continua, entro il 2030, metà dei minori che vivono sul pianeta — 400 milioni — dopo gli undici anni di età non riceveranno istruzione. A sottolinearlo è Gordon Brown, ex primo ministro britannico e ora inviato delle Nazioni Unite per l’educazione nel mondo. «Il divario più grande nel mondo oggi è tra metà del nostro futuro che verrà educato e l’altra metà che sarà lasciata ai margini della strada», ha avvertito Brown.

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22 luglio 2019

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