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Dramma senza fine

· ​Aumenta la pressione migratoria ai confini dell’Europa ·

Non conosce tregua il dramma dell’immigrazione in Europa. Un italiano è stato fermato questa mattina vicino Budapest, alla guida di un furgone con 33 siriani a bordo, di cui due donne, diretto in Germania. L’uomo, 52 anni è stato intercettato nei pressi del lago di Balaton dalla polizia della contea di Veszprém. 

Profughi siriani al confine tra Grecia ed ex-Repubblica jugoslava di Macedonia (Reuters)

È stato portato in questura, dove è stato arrestato con l’accusa di traffico di esseri umani. Il ministro della Difesa ungherese, Istvan Simicsko, ha annunciato di aver aumentato a 3800 il numero dei soldati mobilitati per rinforzare il blocco alla frontiera serba, dopo che nella giornata di ieri è stato toccato un nuovo record di entrate illegali: 3601, primato che supera quello delle 3321 entrate del giorno precedente. E oggi i ministri degli Esteri dell’area dei Balcani si riuniscono a Praga per fare il punto sulla situazione. Il flusso in entrata in Ungheria si ripercuote inevitabilmente sulla frontiera con l’Austria, dove i migranti puntano per poi passare in Germania e dove solo ieri sono transitate ottomila persone. Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), 7600 migranti sono entrati nella ex-Repubblica jugoslava di Macedonia attraverso la frontiera greca nelle ultime 24 ore. Interrotti per tutto il prossimo weekend anche i collegamenti ferroviari tra Austria e Ungheria. E intanto, anche il Governo della ex-Repubblica jugoslava di Macedonia sta valutando la possibilità di erigere una barriera alla frontiera con la Grecia, analoga a quella innalzata dall’Ungheria al confine con la Serbia, come ha spiegato il ministro degli Esteri macedone, Nikola Poposki. Intanto, un sostegno all’Europa è giunto ieri da Washington. La Casa Bianca ha annunciato che il Paese è pronto ad accogliere 10.000 profughi siriani l’anno prossimo. Il numero riflette «un significativo rafforzamento» dell’impegno americano, ha detto il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest.

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21 maggio 2019

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