Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Dove tutti hanno un posto

· La paura dell’immigrato deriva anche dalla scarsa speranza nel futuro ·

Il camminare, il raggiungere luoghi diversi, incontrare persone diverse, non escludendo nessuno è lo stile delle relazioni di Gesù. Gesù, nel racconto di Luca, è in cammino verso Gerusalemme e, in una tappa, racconta questa parabola che riguarda un altro cammino. 

Paolo VI durante la celebrazione di  chiusura del concilio Vaticano

L’essere continuamente in viaggio di Gesù, oltre che una caratteristica della sua predicazione, libera dal contesto di “scuola”, lo rende anche e continuamente “straniero” negli incontri, con gli ascoltatori, nelle città. 

Il samaritano protagonista della parabola è, in questo senso, anche il ritratto di Gesù, la proposta del suo stile. Il samaritano è l’altro, lo straniero che non viene presentato come l’estraneo, il nemico, ma come l’amico. Gesù, che nel suo cammino storico incontra uomini e donne di varie provenienze (il romano, la cananea, il cireneo), spiega nel racconto della parabola del Buon samaritano, che nasce dalla domanda di un maestro della legge, cosa fare per ottenere la vita eterna. La prossimità diventa il segno della misericordia di Dio tra noi. 

Paolo VI ha ricordato nel discorso conclusivo del concilio Vaticano II, il 7 dicembre 1965, come «L’antica storia del samaritano è stata il paradigma della spiritualità del concilio». Il testo è stato ripreso da Papa Francesco nella bolla di indizione del giubileo straordinario della misericordia, Misericordiae vultus. Se nella storia del samaritano c’è la storia cristiana, è necessario guardare a chi è straniero, a chi è in cammino per la guerra, la fame, un disastro ambientale, la speranza di una vita migliore in termini di relazione, di dialogo, e costruire percorsi di incontro. È quello che ci invita a fare anche Papa Francesco in un passaggio importante dedicato all’amore ai poveri nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium.

di Gian Carlo Perego

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

14 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE