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Dove si abbandona Dio

· Il cardinale Woelki celebra su uno scafo usato dagli immigrati nel Mediterraneo ·

«Chi lascia affogare degli uomini nel Mediterraneo lascia affogare anche Dio ogni giorno, per migliaia di volte». Parole del cardinale arcivescovo di Colonia, Rainer Maria Woelki, che ieri, giovedì 26, ha celebrato la messa della solennità del Corpus Domini su un altare costituito da uno scafo sequestrato durante un’operazione di salvataggio di immigrati nel Mediterraneo. 

La celebrazione si è tenuta all’aperto nella piazza antistante la cattedrale, anche perché, date le dimensioni, sarebbe stato impossibile far entrare l’imbarcazione all’interno della chiesa. Comunque un modo, è stato evidenziato, per richiamare ulteriormente l’attenzione dell’opinione pubblica e sollecitare la solidarietà dei fedeli su un tema come quello dell’accoglienza ai migranti e ai profughi in fuga dalle guerre che in queste ore è anche al centro dei lavori della centesima edizione del Katholikentag, le giornate dei cattolici tedeschi, che si tiene a Lipsia sino a domenica 29.

Lo scafo che ha fatto da altare durante la celebrazione — riferisce l’agenzia Efe — era stato sequestrato nei mesi scorsi dalle forze militari maltesi nel corso di un’operazione di salvataggio. Tra le ottanta e le cento persone, ha ricordato il porporato, hanno «remato per la vita» su questa imbarcazione dopo aver lasciato le coste libiche in fuga dal terrore e della guerra. Di qui, sulla scorta anche dei ripetuti appelli di Papa Francesco, le accorate parole del porporato che nell’omelia ha invitato i fedeli a riconoscere la presenza di Dio nei volti e nelle drammatiche storie degli immigrati. «Gesù ha detto che il male che abbiamo fatto al più piccolo dei suoi fratelli lo abbiamo fatto a lui», ha rimarcato Woelki.

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19 marzo 2019

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