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Dove non arriva la ripresa economica

· Secondo la Banca mondiale servono nuovi aiuti per i Paesi più poveri ·

Nonostante la ripresa economica mondiale sia già una realtà diffusa e consolidata, per molti Paesi in via di sviluppo ci sono ancora gravi difficoltà e occorrono aiuti. In molti casi la crisi ha dato il colpo di grazia a una situazione già difficile e vanificato lunghi sforzi per il recupero e lo sviluppo.

È questo l'allarme lanciato ieri dalla Banca mondiale nel nuovo rapporto sulle prospettive economiche globali. L'istituto di Washington precisa che «non ci possiamo aspettare un recupero immediato da questa crisi dolorosa e profonda perché ci vorranno anni per ricostruire le economie più colpite e ricreare occupazione», come ha spiegato Justin Lin, capo economista della Banca e uno degli autori del nuovo rapporto. «I prezzi che pagano i più poveri saranno tangibili», ha detto Lin. Per questo «bisognerà disporre stanziamenti per 35-50 miliardi di dollari in più rispetto al previsto al fine di sostenere in particolare i programmi di recupero sociale in atto prima della recessione nei Paesi più arretrati che si basano su prestiti e concessioni ad hoc ». Secondo la Banca «nel 2010, almeno 64 milioni di persone in più rispetto a prima della crisi vivranno in estrema povertà, ossia con meno di 1,25 dollari al giorno».

Andrew Burns, economista della Banca Mondiale e autore del nuovo rapporto, ritiene che «nei prossimi 5-7 anni le prospettive di crescita per i Paesi in via di sviluppo saranno inferiori dello 0,2-0,7 per cento rispetto alle tendenze positive del periodo precrisi». A influenzare negativamente «saranno le nuove condizioni di ristrettezza del credito  e la riduzione degli influssi di capitali esteri». Gli Investimenti Stranieri Diretti (Fdi) rappresentano sino al venti per cento del totale degli investimenti in molti Paesi dell’Africa sub-sahariana, dell’Europa e dell’Asia centrali e dell’America Latina.

Intanto, oggi la Banca centrale europea ha lanciato un nuovo appello per la riforma del sistema bancario. Nel 2010, si legge nel Bollettino della Bce, la crescita dell'economia europea avrà un ritmo moderato e la disoccupazione dovrebbe aumentare. Gli sgravi fiscali vanno considerati solo nel medio periodo. I Governi — si legge ancora — debbono attuare tempestivamente le «eXIt strategy».

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