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Dove crollano i muri

· Sale la tensione sul fronte immigrazione ·

La Commissione Ue pronta ad assicurare assistenza finanziaria all’Italia

Sale la tensione sul fronte dell’immigrazione. In queste ore nel centro di accoglienza di Lampedusa i materassini di gommapiuma sono sparsi dovunque, nei corridoi nei bagni, davanti all’infermeria, all’aperto. Lì hanno dormito stanotte 2.100 persone, mentre la struttura può ospitarne 850. Intanto la Commissione europea si è detta pronta ad assicurare assistenza finanziaria all’Italia per fronteggiare l’emergenza. Bruxelles ha comunicato di aver ricevuto la lettera con cui Roma chiede l’intervento europeo per gestire il flusso straordinario di immigrati sulle sue coste. Ieri il ministro dell’Interno italiano, Roberto Maroni, aveva ribadito che si è di fronte a un allarme rosso e aveva sottolineato il rischio di superare il record del 2008, quando arrivarono trentasettemila immigrati. «Avanti di questo passo, a fine anno potrebbero essere ottantamila» ha dichiarato il ministro che, riguardo al Maghreb, ha parlato della caduta del muro, evocando il 1989 e mettendo in evidenza che questo esodo di immigrati riflette una «crisi politica e sociale». Stamane Maroni e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si sono recati al residence degli aranci, il complesso di Mineo, in Sicilia, che ospita 404 unità abitative per i militari statunitensi di stanza nella base di Sigonella: l’obiettivo è valutare se questa struttura può essere riconvertita in centro per immigrati, così da trasferirvi i tunisini sbarcati in questi giorni a Lampedusa. Ieri Berlusconi, in un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, aveva sottolineato che si tratta di un’emergenza che riguarda l’intera Unione europea e, come tale, «deve essere affrontata». Sempre ieri il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, si era recato in visita a Tunisi. Nell’occasione il titolare della Farnesina aveva dichiarato che non saranno i poliziotti italiani a presidiare i porti tunisini per arginare il flusso di immigrati: il presidio, ha detto il capo della diplomazia italiana, sarà affidato alle stesse forze armate tunisine «equipaggiate» anche con mezzi italiani. E la missione Frontex dell’Ue, che l’Italia sta cercando di mobilitare, non pattuglierà sotto la costa del Paese nordafricano, ma in acque internazionali, «nel pieno rispetto della sovranità di Tunisi».

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22 agosto 2019

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