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Dove c’è la Chiesa

· Impegno nel campo dell’istruzione in Repubblica Democratica del Congo ·

Kinshasa, 9. «La Chiesa è vista come un segno di speranza per questo popolo profondamente ferito; è intesa come il luogo di liberazione dal doloroso passato e come speranza di un popolo non solo colpito oggi dalla fame e dalle malattie endemiche, ma che vive sotto lo spettro del totalitarismo e imperialismo occidentale»: è quanto ha affermato padre Simon-Pierre Kakiau, missionario della Società missioni africane, in merito alla percezione che la popolazione della Repubblica Democratica del Congo ha nei confronti della Chiesa cattolica. Sono tanti gli osservatori locali e internazionali che si accorgono della sua presenza anche nelle aree più remote. La Chiesa, infatti, è una delle istituzioni più attendibili, impegnata nei settori dell’istruzione, della salute e della carità. 

Secondo il missionario, è tangibile «l’impegno della Chiesa verso il futuro dei giovani congolesi, particolarmente nel campo dell’istruzione e dell’accompagnamento morale e spirituale». Parlando del sistema educativo nel paese, il sacerdote lo definisce «quasi esoterico, e non perché sia riservato agli iniziati, ma perché è una prerogativa delle famiglie ricche. I bambini poveri sono categoricamente esclusi. Non esiste una politica chiaramente definita che consenta a tutti, bambini e giovani, di accedervi. Eppure il sistema educativo progettato e portato avanti dai missionari ha permesso un’istruzione anche ai più poveri. La maggior parte dei nostri leader — ha spiegato — sono frutto di questo sistema. Dopo la crisi socio-politica degli anni ‘90 la riapertura delle scuole non rientrava nei programmi dello stato e l’istruzione è sempre stata a carico delle famiglie. Mi domando: se non fosse intervenuta la Chiesa dove saremmo rimasti? Le famiglie, toccate dalla disoccupazione, non hanno reddito per mantenere i figli agli studi. I ragazzi vivono un’infanzia all’insegna della violenza e non hanno accesso all’istruzione». Le statistiche del 2015 rivelano che 3 bambini su 10 non finiscono la scuola primaria. Il 30 per cento di loro la abbandona nei primi anni, mentre il 20 per cento lascia tra gli anni della scuola primaria e quella secondaria. Molti abbandonano per mancanza di denaro. Lo stesso personale docente, che riceve dallo stato un salario misero, non riesce a sopravvivere.

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19 novembre 2019

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