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Donne, sesso e Chiesa

· Il saggio ·

Aborto, sesso, contraccezione, matrimonio, infertilità: scorrendo l’indice del volume curato dalla statunitense Erika Bachiochi, Donne, sesso e Chiesa (San Paolo 2011) si ha l’impressione di essere invitati a compiere un viaggio tra i capisaldi dell’impopolarità. Tra i bastioni anacronistici che l’istituzione cattolica si ostina a difendere, avendo in mente un mondo che non esiste più. Eppure, le otto voci femminili statunitensi che si susseguono dimostrano l’esatto contrario: nel promuovere il valore intrinseco della vita, la dignità dell’unione sessuale, l’indissolubilità del matrimonio e la differenza tra maschi e femmine, la Chiesa — come scrive Bachiochi — «protegge i più poveri tra i poveri». Il volume offre spunti interessanti, la discussione è aperta, ma sicuramente è indubbio che se il mondo si ostina a non capire, la responsabilità sta anche nel modo in cui chi parla sceglie di esprimersi. I contributi di queste teologhe, dottoresse, filosofe, economiste e giuriste — alcune laiche, altre religiose — sono una mano tesa verso il dialogo con chi vive loro accanto, senza comprenderle. (@GiuliGaleotti)

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06 dicembre 2019

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