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Donne protagoniste con il microcredito

· In una parrocchia senegalese ·

Dakar, 20. Un’iniziativa di microcredito destinata alle donne sta rendendo autonoma una piccola comunità. E sta diventando anche un modello di cooperazione per tutto il Senegal. Accade nella parrocchia di un piccolo centro costiero di Palmarin. Tutto è iniziato quindici anni fa attraverso un progetto lanciato dall’Iscos, ong promossa dal sindacato italiano della Cisl.

Charis Tsevis, «The pap lady»

La comunità locale vive soprattutto di pesca e quindi si decise di sostenere in primo luogo i pescatori e le loro mogli. Vennero quindi donate delle piroghe a motore, reti, materiali vari. Si allestirono centri per l’essiccazione dei prodotti ittici. E si aiutarono le donne a migliorare la raccolta del sale. «Nel tempo — spiega all’agenzia Fides Dario Roncon, responsabile del progetto Iscos — a questi interventi ne sono seguiti altri più strutturali. Abbiamo creato un emporio per immagazzinare e vendere i prodotti della pesca e dell’agricoltura. Abbiamo dato vita a due mulini per macinare il granoturco e decorticare il miglio. Abbiamo anche costruito una scuola materna, che oggi è frequentata da 150 bambini cattolici e musulmani, e un centro che viene utilizzato per il commercio e per le feste».
La comunità sorge all’interno di una riserva naturale alla confluenza tra i fiumi Sin e Saloum. Sono così stati organizzati anche corsi per ecoguide. «Queste persone — continua Roncon — ci aiutano a controllare la situazione della riserva e ad accompagnare i pochi turisti nell’area. Godono quindi di una piccola forma di reddito che li aiuta a vivere. Un piccolo passo, ma il nostro obiettivo era di rendere autonomo tutto il progetto». Così, insieme al parroco, che nel frattempo è diventato il responsabile in loco dell’iniziativa, gli operatori di Iscos cominciano a esplorare la possibilità di dar vita a un sistema di microcredito. La microfinanza si sta diffondendo anche in Africa. In un continente nel quale meno del 20 per cento delle famiglie ha accesso a servizi formali, i piccoli prestiti stanno infatti alimentando l’economia locale. Secondo i dati diffusi dalle agenzie specializzate, tra il 2002 e il 2014 l’importo complessivo di questi prestiti è passato da 0,6 miliardi a 8,5 miliardi di euro fino a interessare circa 8 milioni di persone.

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