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​Donne in preghiera al muro del pianto

Da anni una volta al mese si presentano al muro del Pianto vestite con gli scialli rituali e pretendono di compiere un gesto proibito: pregare come gli uomini. E se finora, tra duri scontri anche fisici, ciò era stato loro negato, adesso — grazie a 11 voti (dei ministri a favore della proposta del premier Benjamin Netanyahu) contro 5 (dei rappresentanti dei partiti ortodossi) — per le donne sarà finalmente possibile. Diretto da Anat Hoffman, il movimento Women of the Wall (Wow) nacque nel 1988, quando un gruppo di donne cominciò a recarsi al Muro occidentale, nella sezione riservata alle donne, separata da quella molto più ampia riservata agli uomini, indossando il talled, lo scialle di preghiera, e i tefillin (piccole scatole nere che contengono versi della Torah e che si legano alla fronte) e portando con sé i rotoli della Torah. La reazione degli ultraortodossi, che negavano loro il diritto di leggere la Torah ritualmente e di vestire gli oggetti da preghiera, fu violentissima. Da allora ogni Rosh Chodesh (capomese), le donne si ritrovano davanti al Muro per pregare nella modalità finora riservata agli uomini, nonostante gli attacchi degli ultraortodossi, che le aggrediscono fisicamente e le insultano. Il movimento non rimette in discussione la separazione fra la zona riservata agli uomini e quella in cui vengono relegate le donne, ma vuole pregare con il talled e leggendo ad alta voce il rotolo della Torah.

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08 dicembre 2019

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