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​Donne
nella società multiculturale

· ​Al via la plenaria del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso ·

«Impegnate a livello di base» nel «dialogo della vita», le donne «contribuiscono a una vera comprensione delle sfide caratteristiche di una realtà multiculturale» come quella odierna: lo ha detto il cardinale presidente Jean-Louis Tauran aprendo mercoledì 7 giugno i lavori della dodicesima assemblea plenaria del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, che ha per tema proprio «il ruolo delle donne nell’educazione alla fraternità universale».

Henry Ossawa Tanner «The Three Marys»

«Nella società complessa di oggi, caratterizzata dal pluralismo e dalla globalizzazione — ha spiegato in proposito il porporato — c’è bisogno di un maggiore riconoscimento della loro capacità» educativa. Anche perché, ha fatto notare, «per quanto ci siano stati miglioramenti nel riconoscimento dei diritti della donna e nella sua partecipazione allo spazio pubblico, c’è ancora molto da crescere in alcuni paesi», dove «non sono ancora del tutto sradicati costumi inaccettabili» come la violenza, i maltrattamenti familiari, varie forme di schiavitù, le mutilazioni genitali, la disuguaglianza dell’accesso ai posti di lavoro e ai luoghi decisionali. Per questo, ha auspicato il presidente del dicastero, «riconoscere il ruolo delle donne, equivale ad affermare che esse hanno la libertà di offrire modelli e approcci differenti e complementari». Del resto, ha concluso, nel «Vangelo le donne non sono in svantaggio rispetto agli uomini, ma vengono presentate come discepole esemplari. Cristo le ha lodate per la fede, non per i loro compiti sociali e familiari».

Il vescovo segretario Miguel Ángel Ayuso Guixot ha quindi illustrato le attività del dicastero nell’ultimo triennio, segnate in particolare dal cinquantesimo anniversario dell’istituzione del Segretariato per i non-cristiani (19 maggio 1964) e della dichiarazione conciliare Nostra Aetate (28 ottobre 1965), nonché dal giubileo straordinario della misericordia. 

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