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Donne e islam

Muhammad e Khadija con l’angelo Gabriele(miniatura dal Siyer-i Nebi 1595 circa, museo Topkapı a Istanbul)

L’immagine riprodotta nella copertina di questo numero non è un’icona ma illustra un concetto del sacro ben radicato nell’islam. La singolarità di questa Annunciazione è la presenza di tre personaggi: Gabriele, al centro, si rivolge a Muhammad, che a sua volta fa segno a sua moglie Khadija. La donna che qui compare in primo piano ha un ruolo centrale nella narrazione tradizionale della vita del Profeta: sarebbe stata lei a insegnargli a fidarsi dell’angelo, le cui prime apparizioni gli avevano fatto temere di essere un folle o un posseduto. A differenza dell’angelo che manifesta la potenza di Dio e ne trasmette la legge, il Profeta e la sua sposa sono velati: la “santità” che hanno in comune non si offre direttamente allo sguardo. Nella pietà musulmana, la santità, nascosta nella figura del Profeta dal suo ruolo di legislatore e guida della comunità, non è impersonata dai califfi, ma dagli “amici di Dio”, che si danno a vedere solo a chi li sa riconoscere. Fra gli “amici di Dio”, le donne occupano un posto di tutto rilievo. In questo primo numero dedicato alle donne musulmane, ci è sembrato importante partire proprio da tre figure di sante per cercare alcune chiavi di lettura della presenza femminile nell’islam. La prima è Zaynab, patrona del Cairo e nipote di Muhammad e Khadija attraverso Fatima. Ugualmente venerata da sunniti e sciiti, Zaynab è una figura della parresia. La seconda, Dervishe Hatixhe, è la patrona di Tirana. Maestra di un ordine sufi e vittima della violenza del marito, è venerata dalle donne dell’Albania contemporanea. La terza, Qurratu l-‘Ayn, è la poetessa e l’eroina del movimento Babi, nato dal fermento messianico dell’Iran dell’Ottocento e trasformato in nuova religione in seguito a una violenta repressione. Malgrado la sua dirompente novità, Qurratu l-‘Ayn prolunga una tradizione di autorità femminile di cui Fatima è stata l’archetipo nel mondo sciita. L’esperienza vissuta e la ricerca sul campo sono imprescindibili per decifrare un universo di senso familiare e alieno come l’islam. La ricerca pionieristica di Germaine Tillion, presentata nell’articolo di apertura, costituisce ancora oggi una lezione di metodo. (samuela pagani)

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11 dicembre 2019

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